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Immigrazione · lettura 11 minuti

La Questura ti ha negato il rinnovo del permesso di soggiorno, lo ha revocato o ti ha inviato un preavviso di rigetto? I termini sono brevi e il giudice cambia secondo il permesso. Per i permessi per lavoro o studio e per il permesso UE di lungo periodo si ricorre al TAR del Veneto entro 60 giorni. Per i permessi per motivi familiari decide il tribunale ordinario, nella sezione specializzata di Venezia. Contro il preavviso hai 10 giorni per presentare osservazioni.

Questa pagina riguarda chi vive a Verona e provincia e ha già un permesso, oppure ne ha chiesto il rinnovo o la conversione. Per cittadinanza e ricongiungimento c'è una pagina dedicata. Il percorso guidato qui sotto indica il giudice e il termine da verificare. Per un primo esame gratuito del caso puoi inviarci il provvedimento con la data di notifica, il permesso e la ricevuta della domanda.

Avv. Marco Panato · Foro di Verona (n. 3130) · risposta di norma entro un giorno lavorativo
60 giorniPer il ricorso al TAR del Veneto contro diniego o revoca decisi dalla Questura, oppure 120 per il ricorso straordinario (art. 6, c. 10, d.lgs. 286/1998; artt. 29 e 41 c.p.a.).
10 giorniPer rispondere al preavviso di rigetto con osservazioni scritte e documenti (art. 10-bis L. 241/1990).
Motivi familiariDiniego e revoca del permesso per motivi familiari vanno al tribunale ordinario, sezione specializzata di Venezia (art. 30, c. 6, d.lgs. 286/1998; art. 20 d.lgs. 150/2011).
90 giorniPrima della scadenza: è il termine per chiedere il rinnovo. Con la ricevuta puoi restare e lavorare durante l'attesa (art. 5, c. 4 e 9-bis, d.lgs. 286/1998).
Cosa fare adesso
  1. Annota la data in cui hai ricevuto il preavviso o il provvedimento: da lì decorrono 10 giorni per le osservazioni o 60 per il TAR.
  2. Conserva la ricevuta della domanda di rinnovo e controlla lo stato della pratica: finché la Questura non comunica motivi ostativi, puoi lavorare.
  3. Scrivi allo Studio per il primo esame gratuito del caso: allega provvedimento, permesso, ricevuta e documenti su lavoro, reddito e famiglia.
In questa pagina
    Aggiornato al 10/10/2026

    Quale giudice e quale termine per il tuo permesso

    Rispondi a una o due domande: il percorso indica il giudice e il termine da verificare per primi, con le norme di riferimento. È un orientamento, non un parere.
    Strumento gratuitoNessuna registrazione. I dati restano nel tuo browser: arrivano allo Studio solo se scegli di inviarli con il modulo.
    Novità e date da ricordare
    09/08/2026È in vigore la L. 7 agosto 2026, n. 145, che ha convertito il D.L. 12 giugno 2026, n. 100, sull'attuazione del Patto UE su migrazione e asilo: cambiano le procedure per la protezione internazionale.
    22/05/2026Si applica il D.Lgs. 16 aprile 2026, n. 83, sul permesso unico per lavoro: il rinnovo va chiesto almeno 90 giorni prima della scadenza, non più 60; la Questura decide su rilascio, rinnovo e conversione entro 90 giorni; il permesso unico va rilasciato entro 30 giorni dalla domanda completa.

    Diniego, revoca e rifiuto del rinnovo: quando la Questura può decidere

    Il permesso è rifiutato o revocato quando mancano, o vengono a mancare, i requisiti per l'ingresso e il soggiorno, salvo che siano sopraggiunti nuovi elementi favorevoli o che si tratti di irregolarità amministrative sanabili (art. 5, c. 5, d.lgs. 286/1998). I motivi più frequenti sono:

    • reddito insufficiente o non dimostrato;
    • condanne penali o valutazioni di pericolosità;
    • assenza dall'Italia per oltre sei mesi consecutivi, o per oltre metà della validità per i permessi almeno biennali, salvo gravi e comprovati motivi (art. 13, c. 4, d.P.R. 394/1999);
    • documenti mancanti o non aggiornati.

    La legge pone anche dei limiti. La perdita del lavoro non è di per sé motivo di revoca: con la dichiarazione di immediata disponibilità puoi restare per la residua validità del permesso e comunque per almeno un anno, salvo il lavoro stagionale (art. 22, c. 11). Se hai legami familiari in Italia, la Questura deve valutarne natura ed effettività, i legami con il Paese d'origine e la durata del soggiorno: la Corte costituzionale ha esteso questa tutela a tutti gli stranieri con famiglia in Italia (sent. n. 202/2013). Per il permesso di lavoro, poi, le condanne anche non definitive per fatti di droga di lieve entità non sono più ostative in automatico (Corte cost. sent. n. 88/2023).

    TAR del Veneto o tribunale: quale giudice per il tuo permesso

    Il giudice dipende dal tipo di permesso e dall'autorità che ha deciso.

    • TAR del Veneto, a Venezia: diniego, revoca e rifiuto di rinnovo o di conversione dei permessi decisi dalla Questura di Verona per lavoro, studio, attesa occupazione e del permesso UE di lungo periodo. Il ricorso va notificato entro 60 giorni e depositato entro 30; in alternativa c'è il ricorso straordinario al Presidente della Repubblica entro 120 giorni (art. 6, c. 10, d.lgs. 286/1998; artt. 29, 41 e 45 c.p.a.).
    • Tribunale di Venezia, sezione specializzata per l'immigrazione: diniego e revoca del permesso per motivi familiari e altri provvedimenti sul diritto all'unità familiare, come il diniego del nulla osta al ricongiungimento (art. 30, c. 6, d.lgs. 286/1998; art. 20 d.lgs. 150/2011). Lo stesso tribunale decide sul rifiuto del diritto di soggiorno ai familiari di cittadini dell'Unione che vivono in provincia (art. 8 d.lgs. 30/2007; art. 16 d.lgs. 150/2011).
    • Giudice di pace: decreto di espulsione del Prefetto, entro 20 giorni dalla notifica (art. 18 d.lgs. 150/2011).
    • Protezione internazionale e protezione speciale: procedure e termini propri, modificati nel 2026 con l'attuazione del Patto UE; questa pagina non se ne occupa.

    Sbagliare giudice costa tempo: se il TAR dichiara di non avere giurisdizione, la causa va riproposta davanti al giudice indicato entro i termini di legge (art. 11 c.p.a.). Per questo conviene inquadrare subito il provvedimento.

    Caso ipotetico, a scopo illustrativo
    Un esempio

    Un lavoratore di un Paese non UE vive a Verona dal 2019 con la moglie e una figlia che va a scuola. Ha un permesso per lavoro subordinato; a primavera 2026 perde il lavoro e chiede il rinnovo. A settembre 2026 la Questura gli invia un preavviso di rigetto per reddito insufficiente.

    Entro 10 giorni presenta osservazioni con la dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro, un nuovo contratto a tempo determinato e i documenti sulla famiglia. Se arriva comunque un diniego, si valuta il ricorso al TAR del Veneto entro 60 giorni, con domanda cautelare, facendo valere le regole sulla perdita del lavoro e i legami familiari. Il permesso per motivi familiari della moglie, se fosse revocato di conseguenza, si contesterebbe invece davanti al Tribunale di Venezia. L'esito dipende dai documenti e dalla valutazione del giudice.

    Il preavviso di rigetto: i 10 giorni da non perdere

    Prima di respingere una tua domanda di rilascio, rinnovo o conversione, la Questura deve comunicarti i motivi che ostano all'accoglimento. Hai 10 giorni dal ricevimento per presentare osservazioni scritte, con documenti (art. 10-bis L. 241/1990).

    • La comunicazione sospende il termine del procedimento, che riparte 10 giorni dopo le osservazioni o dalla scadenza dei 10 giorni.
    • Se arriva comunque il diniego, la Questura deve spiegare perché non ha accolto le osservazioni e può aggiungere solo i motivi nuovi che ne derivano.
    • Se il diniego viene annullato dal giudice, la Questura non può poi opporre per la prima volta motivi che già emergevano dall'istruttoria.

    Le osservazioni sono spesso il momento in cui si presentano un nuovo contratto di lavoro, buste paga, la dichiarazione dei redditi o la prova dei legami familiari. Per la revoca, che parte d'ufficio, la Questura deve di regola comunicarti l'avvio del procedimento (art. 7 L. 241/1990).

    In attesa del rinnovo: ricevuta, lavoro e scadenze

    Il rinnovo si chiede al questore della provincia in cui dimori almeno 90 giorni prima della scadenza: il termine era di 60 giorni ed è passato a 90 con il D.Lgs. 83/2026, applicabile dal 22 maggio 2026 (art. 5, c. 4, d.lgs. 286/1998). L'ufficio che riceve la domanda rilascia una ricevuta (art. 13, c. 3, d.P.R. 394/1999).

    • La Questura deve decidere entro 90 giorni; il permesso unico lavoro va rilasciato entro 30 giorni dalla domanda completa (art. 5, c. 9 e 8.1-bis).
    • In attesa, anche oltre quel termine, puoi soggiornare e lavorare con la ricevuta, finché la Questura non comunica, anche al datore di lavoro, l'esistenza di motivi ostativi (art. 5, c. 9-bis).
    • La ricevuta va mostrata all'azienda sanitaria per mantenere l'iscrizione al Servizio sanitario nazionale (art. 13, c. 3, d.P.R. 394/1999).
    • Se il permesso è scaduto da più di 60 giorni e non ne hai chiesto il rinnovo, il Prefetto può disporre l'espulsione (art. 13, c. 2, lett. b, d.lgs. 286/1998).

    Dopo il diniego: espulsione, sospensiva e tempi

    Quando rifiuta il permesso, la Questura avvisa che, se ne ricorrono i presupposti, si procederà con l'espulsione (art. 12 d.P.R. 394/1999). Il ricorso al TAR non sospende da solo il diniego: se l'esecuzione ti causerebbe un danno grave e irreparabile, si chiede al TAR una misura cautelare, su cui il collegio decide in camera di consiglio (art. 55 c.p.a.). La domanda cautelare non beneficia della sospensione feriale di agosto (art. 54, c. 3, c.p.a.).

    • Se arriva anche un decreto di espulsione, il termine per impugnarlo davanti al giudice di pace è di 20 giorni: va gestito insieme al ricorso contro il diniego.
    • Il TAR controlla la legittimità del provvedimento: istruttoria, motivazione, valutazione dei legami familiari e dei fatti sopravvenuti. Se lo annulla, la Questura deve decidere di nuovo.
    • Se il permesso UE di lungo periodo è revocato senza espulsione, ti spetta un permesso di altro tipo (art. 9, c. 9, d.lgs. 286/1998).

    Verona: Questura, TAR e come lavoriamo

    A Verona i permessi li rilascia l'Ufficio Immigrazione della Questura. I ricorsi amministrativi vanno al TAR del Veneto, a Venezia; le opposizioni per motivi familiari alla sezione specializzata del Tribunale di Venezia; le espulsioni disposte dal Prefetto di Verona al giudice di pace di Verona.

    Lo Studio segue l'esame del provvedimento, l'accesso agli atti, le osservazioni al preavviso, i TAR e ricorsi amministrativi, il ricorso straordinario e le opposizioni davanti al tribunale ordinario. Per cittadinanza, ricongiungimento e domande di nuovi permessi vedi la pagina Cittadinanza italiana e permesso di soggiorno a Verona.

    Errori da evitare

    • Lasciar passare i 10 giorni del preavviso: le osservazioni sono l'occasione per colmare le carenze prima del diniego.
    • Rivolgersi al giudice sbagliato: i permessi ordinari vanno al TAR, quelli per motivi familiari al tribunale ordinario; l'errore fa perdere tempo prezioso.
    • Pensare che il ricorso sospenda tutto: senza una misura cautelare il diniego resta efficace e l'espulsione è possibile.
    • Chiedere il rinnovo all'ultimo momento: dal 22 maggio 2026 va chiesto almeno 90 giorni prima della scadenza.
    • Perdere la ricevuta: è il documento che ti consente di restare e lavorare durante l'attesa.
    • Confondere i termini: 60 giorni per il TAR, ma solo 20 per impugnare l'espulsione davanti al giudice di pace.

    Come lavoriamo

    1Primo esame gratuitoCi invii provvedimento, permesso, ricevuta e documenti: verifichiamo quale giudice è competente e quali termini corrono.
    2Atti e osservazioniSe serve chiediamo l'accesso al fascicolo della Questura e prepariamo osservazioni con la documentazione mancante.
    3Preventivo e incaricoRicevi un preventivo scritto con compenso e costi vivi; firmi l'incarico solo se decidi di procedere.
    4RicorsoPrepariamo il ricorso al TAR, il ricorso straordinario o l'opposizione in tribunale, con l'eventuale domanda cautelare.
    Avv. Marco Panato nel suo studio a Verona
    Chi segue la tua praticaL’Avv. Marco Panato, iscritto all’Ordine degli Avvocati di Verona (n. 3130), segue personalmente ogni incarico. È dottore di ricerca in Diritto ed economia dell’impresa all’Università di Verona, mediatore civile e commerciale e iscritto nell’Elenco nazionale degli OIV; svolge incarichi di nomina del Tribunale di Verona. Il profilo completo

    Documenti da preparare

    • Provvedimento di diniego, revoca o preavviso di rigetto, con la data di notifica
    • Permesso di soggiorno attuale e precedenti, passaporto
    • Ricevuta della domanda di rinnovo o di conversione
    • Contratto di lavoro, buste paga, CU o dichiarazione dei redditi
    • Dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro, se hai perso il lavoro
    • Stato di famiglia, permessi dei familiari e iscrizione scolastica dei figli
    • Contratto di affitto o altro titolo dell'alloggio
    • Sentenze o procedimenti penali, se esistono, e comunicazioni ricevute dalla Questura

    Domande frequenti

    Per i permessi ordinari decisi dalla Questura hai 60 giorni dalla notifica per il ricorso al TAR del Veneto, oppure 120 per il ricorso straordinario. Per i permessi per motivi familiari si va al Tribunale di Venezia: conviene agire subito. Contro l'espulsione il termine è di 20 giorni.

    La revoca si contesta davanti al tribunale ordinario, nella sezione specializzata di Venezia (art. 30, c. 6, d.lgs. 286/1998). In caso di separazione legale o divorzio il permesso può essere convertito in permesso per lavoro o studio, se ne hai i requisiti (art. 30, c. 5). La Questura deve considerare anche la durata del soggiorno e i legami in Italia.

    Sì, se hai chiesto il rinnovo e hai la ricevuta: puoi restare in Italia e lavorare finché la Questura non comunica, anche al datore di lavoro, motivi che ostacolano il rinnovo (art. 5, c. 9-bis, d.lgs. 286/1998). Conserva la ricevuta e controlla lo stato della pratica.

    No, la perdita del lavoro non è di per sé motivo di revoca. Con la dichiarazione di immediata disponibilità puoi restare per la residua validità del permesso e comunque per almeno un anno, salvo il lavoro stagionale (art. 22, c. 11, d.lgs. 286/1998). Al momento del rinnovo, però, conta il reddito.

    È la comunicazione con cui la Questura ti anticipa i motivi del possibile rifiuto. Hai 10 giorni per inviare osservazioni scritte e documenti (art. 10-bis L. 241/1990). Non si impugna da solo, ma è il momento giusto per colmare le carenze.

    Non sempre. Alcune condanne sono ostative, ma per chi ha famiglia in Italia la Questura deve valutare anche i legami familiari e la durata del soggiorno (Corte cost. n. 202/2013). Per il permesso di lavoro le condanne anche non definitive per fatti di droga di lieve entità non sono più ostative in automatico (Corte cost. n. 88/2023).

    La Questura deve decidere entro 90 giorni dalla domanda. Scaduto il termine si può inviare un sollecito e poi chiedere al TAR del Veneto di ordinare di decidere, entro un anno dalla scadenza (artt. 31 e 117 c.p.a.). Nel frattempo la ricevuta ti consente di restare e lavorare.

    Il primo esame del caso e il preventivo sono gratuiti. Se decidi di procedere, ricevi un preventivo scritto e firmi un incarico con il compenso concordato prima di iniziare. Gli eventuali costi vivi del ricorso te li indichiamo in anticipo.

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    Risposta di norma entro un giorno lavorativoPreventivo scritto prima di iniziareSegreto professionale
    Raccontaci in poche righe la situazione. Ti rispondiamo di norma entro un giorno lavorativo con le domande che servono per inquadrarla e, se c’è margine per agire, con un preventivo scritto. Il primo esame del caso e il preventivo non hanno costi e non ti impegnano; l’attività di consulenza e assistenza è a pagamento, con il compenso concordato prima di cominciare.
    Preferisci parlare subito? Chiama lo 045 7861622 (lun-gio 9-13 e 14-18, ven 9-13) o scrivi a segreteria@studiolegalemp.info.

    PERMESSO DI SOGGIORNO: PARLIAMONE

    Approfondimenti e pagine collegate

    Fonti normative e ufficialiChi fornisce queste informazioni. Avv. Marco Panato, iscritto all’Ordine degli Avvocati di Verona (n. 3130), titolare dello Studio Legale MP, Corso Porta Nuova 7, 37122 Verona · P.IVA 04125590234 · PEC avv.marcopanato@pec.it. Pagina aggiornata al 10/10/2026: le informazioni sono di carattere generale e non sostituiscono l’esame del caso concreto; nessun risultato può essere assicurato in anticipo. Lo Studio può utilizzare strumenti di intelligenza artificiale solo a supporto dell’attività professionale, che resta dell’avvocato; al conferimento dell’incarico ricevi le informazioni previste dall’art. 13 della legge 132/2025.

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