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Successioni · lettura 10 minuti

Dopo la morte di un familiare le domande sono quasi sempre le stesse: il testamento è valido? La mia quota di legittima è rispettata? Come si arriva alla divisione dell'eredità se gli eredi non sono d'accordo? Che ne è della casa in cui vive il coniuge? Ogni domanda ha regole e termini propri: cinque anni per chiedere l'annullamento di un testamento, dieci per l'azione di riduzione, dodici mesi per la dichiarazione di successione.

Possono agire gli eredi, i legittimari (coniuge, figli e loro discendenti e, se non ci sono figli, gli ascendenti) e chi è stato escluso o penalizzato da un testamento. Se l'eredità ha debiti e devi decidere se accettare o rinunciare, trovi la guida dedicata in Eredità con debiti: rinuncia o beneficio d'inventario?. Il percorso qui sotto ti indica la strada; il primo esame del caso è gratuito.

Avv. Marco Panato · Foro di Verona (n. 3130) · risposta di norma entro un giorno lavorativo
5 anniPer chiedere l'annullamento del testamento per incapacità del testatore o per vizi di forma diversi dalla mancanza di autografia o firma, dall'esecuzione delle disposizioni (artt. 591 e 606 c.c.).
10 anniPer l'azione di riduzione a tutela della legittima; se la lesione viene dal testamento, il termine decorre dall'accettazione dell'erede istituito (Cass. SU n. 20644/2004).
12 mesiPer la dichiarazione di successione; l'imposta si autoliquida e si paga entro 90 giorni dalla scadenza (art. 31 d.lgs. 346/1990; d.lgs. 139/2024).
MediazioneÈ obbligatoria prima di una causa in materia di successioni ereditarie e di divisione (art. 5 d.lgs. 28/2010).
Cosa fare adesso
  1. Se hai un testamento olografo, portalo a un notaio per la pubblicazione appena hai notizia della morte (art. 620 c.c.); se non sai se esiste, chiedi ai notai di fiducia del defunto.
  2. Annota la data della morte e fai l'elenco di immobili, conti, polizze, donazioni fatte in vita e debiti conosciuti: servono per calcolare quote e termini.
  3. Scrivi allo Studio per il primo esame gratuito del caso: allega testamento, certificato di morte, elenco degli eredi e visure degli immobili.
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    Aggiornato al 10/10/2026

    Cosa ti serve nella successione?

    Scegli la situazione più vicina alla tua e rispondi a una o due domande: il percorso ti indica la strada da seguire e le norme di riferimento. È orientativo e non sostituisce l'esame dei documenti.
    Strumento gratuitoNessuna registrazione. I dati restano nel tuo browser: arrivano allo Studio solo se scegli di inviarli con il modulo.
    Novità e date da ricordare
    18/12/2025È in vigore la legge 2 dicembre 2025, n. 182 (art. 44): la riduzione di una donazione non pregiudica più i terzi che hanno acquistato gli immobili dal donatario, che deve compensare in denaro i legittimari. Per le successioni già aperte il vecchio regime è rimasto solo se la domanda di riduzione o l'opposizione sono state notificate e trascritte entro il 18/06/2026.
    31/12/2025Il d.l. 31 dicembre 2025, n. 200 (art. 4) ha rinviato al 1° gennaio 2027 l'applicazione del Testo unico sui tributi indiretti (d.lgs. 1° agosto 2025, n. 123), che comprende l'imposta di successione.
    01/01/2025Per le successioni aperte da questa data l'imposta di successione si autoliquida nella dichiarazione e si versa entro 90 giorni dalla scadenza del termine di presentazione (d.lgs. 18 settembre 2024, n. 139).

    Il testamento: forme, pubblicazione e impugnazione

    Le forme ordinarie sono tre: il testamento olografo, scritto per intero, datato e firmato di mano del testatore (art. 602 c.c.); il testamento pubblico, ricevuto dal notaio davanti a due testimoni (art. 603 c.c.); il testamento segreto. Chi possiede un testamento olografo deve presentarlo a un notaio per la pubblicazione appena ha notizia della morte; chi ha interesse può chiedere al tribunale di fissare un termine per la presentazione (art. 620 c.c.).

    Si può impugnare un testamento solo per ragioni precise:

    • nullità, se nell'olografo mancano autografia o firma, o se nel testamento pubblico mancano la redazione scritta del notaio o le firme (art. 606, comma 1, c.c.);
    • annullamento per altri vizi di forma, entro cinque anni dall'esecuzione delle disposizioni (art. 606, comma 2, c.c.);
    • incapacità di intendere e di volere del testatore al momento della redazione, entro cinque anni dall'esecuzione delle disposizioni (art. 591 c.c.);
    • errore, violenza o dolo, compresa la captazione, entro cinque anni da quando se ne è avuta notizia (art. 624 c.c.).

    Se contesti che l'olografo sia stato scritto dal defunto, devi proporre una domanda di accertamento negativo e provare la falsità, di solito con una consulenza grafologica (Cass. SU n. 12307/2015). Un testamento che ti esclude non è per questo invalido: se sei legittimario, lo strumento è l'azione di riduzione.

    Quota di legittima e azione di riduzione

    La legge riserva una quota dell'eredità al coniuge, ai figli e, se non ci sono figli, agli ascendenti (art. 536 c.c.). Le quote di riserva sono:

    • solo coniuge: metà del patrimonio (art. 540 c.c.);
    • un figlio: metà; più figli: due terzi, divisi in parti uguali (art. 537 c.c.);
    • coniuge e un figlio: un terzo ciascuno; coniuge e più figli: un quarto al coniuge e metà ai figli (art. 542 c.c.);
    • soli ascendenti: un terzo; coniuge e ascendenti: metà al coniuge e un quarto agli ascendenti (artt. 538 e 544 c.c.).

    Per sapere se la quota è stata lesa si sommano i beni lasciati, si tolgono i debiti e si aggiungono, solo per il calcolo, le donazioni fatte in vita (art. 556 c.c.). Si riducono prima le disposizioni del testamento, poi le donazioni, a partire dall'ultima (artt. 555 e 559 c.c.). Per chiedere la riduzione di donazioni o legati fatti a chi non è coerede devi aver accettato con beneficio d'inventario, e devi imputare alla tua quota ciò che hai ricevuto (art. 564 c.c.).

    Il termine è di dieci anni. Dal 18 dicembre 2025, se il donatario ha venduto l'immobile donato, l'acquirente è protetto e il legittimario ottiene una compensazione in denaro dal donatario (art. 563 c.c., come sostituito dalla legge 182/2025).

    Caso ipotetico, a scopo illustrativo
    Un esempio

    Caso ipotetico. Un uomo muore a Verona senza testamento. Lascia la moglie, due figli, un conto corrente e la casa familiare intestata al 50% a ciascun coniuge. La moglie eredita un terzo dei beni del marito, i figli un terzo ciascuno (art. 581 c.c.): sulla casa la moglie arriva a 50% + (50% × 1/3) = 66,67% e ogni figlio a 16,67%. In più la moglie ha il diritto di abitare l'intera casa per tutta la vita (art. 540 c.c.).

    Uno dei figli vorrebbe vendere subito. Può chiedere la divisione, ma prima deve tentare la mediazione, e la casa resta comunque gravata dal diritto di abitazione della madre. Nel frattempo la famiglia presenta la dichiarazione di successione entro dodici mesi: le quote di ciascuno restano sotto la franchigia di 1 milione, quindi non c'è imposta di successione, ma vanno pagate le imposte ipotecaria e catastale sulla casa.

    Divisione dell'eredità e scioglimento della comunione

    Finché non si divide, i beni restano in comunione ereditaria. Ogni coerede può sempre chiedere la divisione; il testatore può rinviarla solo entro limiti precisi, come cinque anni dalla morte (art. 713 c.c.).

    • Divisione d'accordo: si fa con un contratto, per atto notarile se ci sono immobili. Figli, discendenti e coniuge devono conferire in collazione le donazioni ricevute, salvo dispensa nei limiti della disponibile (art. 737 c.c.).
    • Mediazione: prima della causa di divisione è obbligatoria (art. 5 d.lgs. 28/2010). La procedura dura fino a sei mesi, salvo proroga (art. 6 d.lgs. 28/2010).
    • Divisione giudiziale: si propone davanti al tribunale del luogo di apertura della successione, cioè dell'ultimo domicilio del defunto (art. 22 c.p.c.), quindi il Tribunale di Verona se viveva nel suo circondario. L'immobile non comodamente divisibile si assegna per intero a chi ha la quota maggiore e lo chiede, con conguaglio in denaro agli altri; se nessuno lo chiede, si vende all'asta (art. 720 c.c.).
    • Immobili abusivi: il giudice non può dividere edifici irregolari; si possono dividere gli altri beni (Cass. SU n. 25021/2019).

    Chi vuole vendere la propria quota a un estraneo deve offrirla prima agli altri coeredi, che hanno due mesi per esercitare la prelazione; se non sono avvisati, possono riscattarla dall'acquirente finché dura la comunione (art. 732 c.c.).

    La casa del coniuge superstite: abitazione, cointestazione e usufrutto

    Al coniuge superstite spettano il diritto di abitazione sulla casa che era residenza familiare e il diritto di uso sui mobili, se la casa era del defunto o comune ai coniugi (art. 540, comma 2, c.c.). Il diritto dura tutta la vita e spetta anche senza testamento, in aggiunta alla quota di eredità (Cass. SU n. 4847/2013). Secondo la giurisprudenza non sorge se il defunto aveva la casa in comproprietà con altre persone.

    Casa cointestata. Alla morte di un coniuge entra nell'eredità solo la sua quota. Senza testamento il coniuge superstite eredita la metà dei beni del defunto se c'è un solo figlio, un terzo se i figli sono più di uno (art. 581 c.c.). Con una casa al 50% e due figli, il coniuge arriva a 50% + (50% × 1/3) = 66,67% e ogni figlio a 50% × 1/3 = 16,67%, oltre al diritto di abitazione sull'intera casa.

    Coniuge separato. Se la separazione non gli è stata addebitata ha gli stessi diritti successori del coniuge non separato; con addebito ha diritto solo a un assegno, se riceveva gli alimenti (art. 548 c.c.). Sul diritto di abitazione, quando la casa non era più residenza comune, la giurisprudenza non è uniforme.

    Usufrutto. Dal 1975 il coniuge non ha più un usufrutto per legge: lo riceve solo se lo prevede il testamento o un accordo. Se il testatore lascia un usufrutto il cui reddito supera quello della disponibile, i legittimari scelgono se eseguire la disposizione o abbandonare la nuda proprietà della disponibile (art. 550 c.c.).

    Eredità giacente e accettazione

    Il diritto di accettare l'eredità si prescrive in dieci anni (art. 480 c.c.). Finché nessuno accetta, i beni rischiano di restare senza gestione. Se il chiamato non ha accettato e non ha il possesso dei beni, il tribunale del luogo di apertura della successione nomina un curatore dell'eredità giacente, su istanza di chi vi ha interesse o d'ufficio (art. 528 c.c.). Il curatore amministra i beni, paga i debiti con le autorizzazioni previste e rappresenta l'eredità.

    Se l'eredità ha debiti, la scelta tra accettazione pura, accettazione con beneficio d'inventario e rinuncia ha termini stretti: la trovi spiegata, con un calcolatore delle scadenze, nella pagina Eredità con debiti: rinuncia o beneficio d'inventario?.

    Dichiarazione di successione e imposte: le novità

    La dichiarazione di successione va presentata entro dodici mesi dall'apertura della successione (art. 31 d.lgs. 346/1990); ne basta una per tutti gli obbligati. Non è dovuta se l'eredità va al coniuge e ai parenti in linea retta, vale non più di 100.000 euro e non comprende immobili o diritti reali immobiliari (art. 28, comma 7, d.lgs. 346/1990).

    • Autoliquidazione: per le successioni aperte dal 1° gennaio 2025 l'imposta si calcola nella dichiarazione e si paga entro 90 giorni dalla scadenza del termine di presentazione. Se l'importo è di almeno 1.000 euro si può rateizzare, con un acconto del 20% e fino a 8 rate trimestrali, o 12 oltre 20.000 euro (d.lgs. 139/2024; Agenzia delle Entrate).
    • Aliquote: 4% per coniuge e parenti in linea retta sul valore che supera 1 milione di euro per ciascun beneficiario; 6% per fratelli e sorelle oltre 100.000 euro; 6% per gli altri parenti fino al quarto grado e gli affini fino al terzo, senza franchigia; 8% per gli altri. Per le persone con disabilità grave la franchigia è di 1,5 milioni.
    • Testo unico: dal 1° gennaio 2027 l'imposta sarà regolata dal Testo unico sui tributi indiretti (d.lgs. 123/2025), dopo il rinvio disposto dal d.l. 200/2025.

    Errori da evitare

    • Lasciare il testamento olografo nel cassetto: va presentato a un notaio per la pubblicazione appena si ha notizia della morte (art. 620 c.c.).
    • Impugnare un testamento solo perché sembra ingiusto: servono vizi precisi (forma, incapacità, errore, violenza o dolo) o una lesione della legittima.
    • Lasciar passare i termini: cinque anni per l'annullamento del testamento, dieci per la riduzione; dopo, il diritto si perde anche se fondato.
    • Agire contro un donatario estraneo senza beneficio d'inventario: il legittimario che ha accettato puramente e semplicemente non può chiedere la riduzione di donazioni e legati fatti a chi non è coerede (art. 564 c.c.).
    • Vendere la quota a un estraneo senza avvisare i coeredi: hanno diritto di prelazione e, se non avvisati, di riscatto (art. 732 c.c.).
    • Dividere immobili senza verificarne la regolarità edilizia: il giudice non può dividere edifici abusivi e l'accordo rischia di bloccarsi.

    Come lavoriamo

    1Primo esame gratuitoCi indichi data della morte, eredi, eventuale testamento e il problema da risolvere. Ti diciamo subito quali termini stanno correndo.
    2Ricostruzione del quadroIndichiamo i documenti che servono per ricostruire l'asse: immobili, conti, polizze, donazioni, debiti e posizione di ciascun erede.
    3Preventivo e incaricoRicevi un preventivo scritto e gratuito; con l'incarico e il compenso concordati prima di iniziare, calcoliamo quote e lesioni e prepariamo la strategia.
    4Accordo, mediazione o causaCerchiamo prima un accordo scritto tra gli eredi; se non arriva, ti assistiamo in mediazione e nella causa di divisione, di riduzione o di impugnazione del testamento.
    Avv. Marco Panato nel suo studio a Verona
    Chi segue la tua praticaL’Avv. Marco Panato, iscritto all’Ordine degli Avvocati di Verona (n. 3130), segue personalmente ogni incarico. È dottore di ricerca in Diritto ed economia dell’impresa all’Università di Verona, mediatore civile e commerciale e iscritto nell’Elenco nazionale degli OIV; svolge incarichi di nomina del Tribunale di Verona. Il profilo completo

    Documenti da preparare

    • Certificato di morte e, se esiste, testamento con il verbale di pubblicazione
    • Stato di famiglia o elenco degli eredi con i loro recapiti
    • Visure catastali e atti di provenienza degli immobili
    • Estratti conto, depositi titoli e polizze vita del defunto
    • Atti di donazione e prove di altre liberalità fatte in vita
    • Dichiarazione di successione, se già presentata
    • Documentazione sulla regolarità edilizia degli immobili
    • Lettere, email o proposte scambiate tra gli eredi

    Domande frequenti

    Dipende dal vizio. Se manca l'autografia o la firma il testamento è nullo; per altri vizi di forma, per incapacità del testatore o per errore, violenza e dolo si chiede l'annullamento entro cinque anni. Se sostieni che non l'abbia scritto il defunto, devi proporre una domanda di accertamento negativo e provarlo. Prima della causa va tentata la mediazione.

    L'annullamento per vizi di forma o per incapacità del testatore si chiede entro cinque anni dal giorno in cui è stata data esecuzione alle disposizioni; per errore, violenza o dolo entro cinque anni da quando se ne è avuta notizia (artt. 591, 606 e 624 c.c.). L'azione di riduzione per lesione della legittima si prescrive in dieci anni.

    Con un solo figlio, un terzo al coniuge e un terzo al figlio; con più figli, un quarto al coniuge e metà ai figli in parti uguali (art. 542 c.c.). Il coniuge ha in più il diritto di abitazione sulla casa familiare. Senza coniuge, a un figlio spetta la metà e a più figli due terzi (art. 537 c.c.).

    Nessuno è obbligato a restare in comunione: puoi chiedere la divisione (art. 713 c.c.), dopo aver tentato la mediazione obbligatoria. Se la casa non è comodamente divisibile, il giudice la assegna a chi ha la quota maggiore e la chiede, con conguaglio agli altri; se nessuno la chiede, si vende all'asta (art. 720 c.c.).

    La metà del coniuge superstite resta sua; entra nell'eredità solo la metà del defunto. Senza testamento il coniuge ne eredita la metà se c'è un figlio, un terzo se i figli sono più di uno, e i figli il resto (art. 581 c.c.). Il coniuge ha inoltre il diritto di abitare l'intera casa (art. 540 c.c.).

    Sì, se era la residenza della famiglia e apparteneva al defunto o a entrambi i coniugi: ha il diritto di abitazione per tutta la vita e l'uso dei mobili (art. 540 c.c.). Il diritto spetta anche senza testamento, in aggiunta alla quota. Secondo la giurisprudenza non spetta se la casa era in comproprietà tra il defunto e altre persone.

    È l'eredità non ancora accettata da nessuno, quando il chiamato non ha il possesso dei beni. Su istanza di chi vi ha interesse, ad esempio un creditore o un altro chiamato, il tribunale nomina un curatore che amministra i beni finché qualcuno accetta (art. 528 c.c.).

    Entro dodici mesi dalla morte (art. 31 d.lgs. 346/1990). Per le successioni aperte dal 1° gennaio 2025 l'imposta si autoliquida e si paga entro 90 giorni dalla scadenza della dichiarazione, anche a rate se è di almeno 1.000 euro. Coniuge e figli pagano il 4% solo sul valore che supera 1 milione di euro ciascuno.

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    Fonti normative e ufficialiChi fornisce queste informazioni. Avv. Marco Panato, iscritto all’Ordine degli Avvocati di Verona (n. 3130), titolare dello Studio Legale MP, Corso Porta Nuova 7, 37122 Verona · P.IVA 04125590234 · PEC avv.marcopanato@pec.it. Pagina aggiornata al 10/10/2026: le informazioni sono di carattere generale e non sostituiscono l’esame del caso concreto; nessun risultato può essere assicurato in anticipo. Lo Studio può utilizzare strumenti di intelligenza artificiale solo a supporto dell’attività professionale, che resta dell’avvocato; al conferimento dell’incarico ricevi le informazioni previste dall’art. 13 della legge 132/2025.

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