Precariato scolastico: quello che spetta e quasi nessuno chiede
Il precariato scolastico ha prodotto negli anni una serie di differenze di trattamento fra chi è di ruolo e chi non lo è ancora. Su molte di queste il principio è ormai chiaro — il lavoratore a termine non può essere trattato peggio del comparabile a tempo indeterminato, se non per ragioni oggettive — ma il riconoscimento non arriva da solo: va chiesto, e spesso va chiesto al giudice.
Questa pagina mette in fila le voci che ricorrono più spesso. Lo Studio Legale MP segue queste posizioni per docenti e personale scolastico, anche fuori dal foro di Verona.
5 anni
il termine di prescrizione delle differenze retributive
36 mesi
la soglia oltre cui la reiterazione dei contratti a termine diventa abusiva
Pre-ruolo
il servizio che pesa su ricostruzione di carriera e scatti
Voce per voce
come si quantifica: mai a stima
Le voci più ricorrenti
Ferie non godute
Il contratto che finisce il 30 giugno o il 31 agosto lascia spesso giorni di ferie maturati e mai fruiti. Il dettaglio, con i criteri e i limiti, sta nella pagina dedicata:
ferie non godute dei docenti precari.
Carta del docente
Il bonus per l’aggiornamento è stato a lungo riservato ai docenti di ruolo. La posizione dei supplenti, i termini e i rischi sono trattati qui:
carta del docente ai precari.
Ricostruzione di carriera e scatti
Il servizio prestato da precario incide sull’anzianità e sugli scatti. Gli errori nel riconoscimento del servizio pre-ruolo si trascinano per anni sul cedolino e si correggono solo se qualcuno li contesta.
Reiterazione dei contratti a termine
La successione di supplenze oltre i limiti previsti, senza che l’amministrazione fornisca ragioni oggettive, apre al risarcimento per abuso: è il filone aperto dalla giurisprudenza europea sul precariato scolastico italiano.
Come si affronta una posizione
1
Raccolta dei documenti
Contratti, certificati di servizio, cedolini, domande già presentate. La qualità della documentazione decide quanto si può chiedere.
2
Ricostruzione e conteggio
Si calcola voce per voce, periodo per periodo, con la formula esplicita. Nessuna stima aggregata: se il conteggio non regge, non regge nemmeno la domanda.
3
Controllo delle prescrizioni
Si verifica che cosa è ancora esigibile e che cosa si sta per perdere. Dove serve si interrompe subito la prescrizione, prima di decidere il resto.
4
Domanda amministrativa o ricorso
Si sceglie la via più breve che porta davvero a un risultato, non quella più rumorosa. Alcune voci si ottengono senza causa; altre no, e va detto.
5
Esecuzione del riconoscimento
Ottenuto il provvedimento, si segue che si traduca in cedolino: è il passaggio che più spesso viene abbandonato a metà.
Un avvertimento onesto: su queste materie gli orientamenti cambiano, e non tutte le voci hanno lo stesso grado di consolidamento. Nel primo esame si dice quali pretese sono solide, quali sono discusse e quali oggi non hanno margine — anche quando la risposta è che non conviene procedere.
Domande frequenti dei docenti precari
Le differenze retributive si prescrivono in cinque anni, e la prescrizione corre voce per voce: ogni mese che passa se ne perde un pezzo. È il motivo per cui conviene far verificare la posizione anche quando non si è decisi a procedere: un atto interruttivo costa poco e conserva il diritto.
Sì. Molte pretese riguardano proprio il periodo di precariato precedente all’immissione in ruolo: il servizio pre-ruolo pesa sulla ricostruzione di carriera e sugli scatti, e i diritti maturati allora non svaniscono con il ruolo.
Dipende dalla voce. Alcune posizioni si chiudono in via amministrativa; altre, dove l’amministrazione applica prassi consolidate contrarie, richiedono il ricorso al giudice del lavoro. La scelta si fa dopo aver visto contratti e cedolini, non prima.
Contratti di supplenza, certificati di servizio, cedolini del periodo, eventuali domande già presentate e i relativi riscontri. Con questi si ricostruisce la posizione e si quantifica: senza, ogni stima è aria.
Sì. Le controversie di lavoro scolastico si radicano secondo le regole della competenza e si seguono con il processo telematico, quindi la sede dello Studio non è un limite.
Il preventivo si costruisce dopo l’esame dei documenti, sui parametri del d.m. 55/2014, ed è scritto e concordato prima di iniziare. Dove le voci sono più d’una si valuta un’impostazione unitaria, che costa meno di tante iniziative separate.
Fai verificare la tua posizione
Quanti anni di precariato hai alle spalle?
Indica gli anni di servizio, il tipo di supplenze e le voci che ti interessano. Ti rispondiamo dicendo che cosa risulta esigibile e che cosa rischia la prescrizione. Il primo esame non ha costi e non impegna.
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