Quando i debiti non si riescono più a pagare
C’è un momento in cui la matematica smette di funzionare: le rate superano quello che entra, si paga un creditore rinviando l’altro, e ogni mese il buco si allarga. Da qui non si esce trattando un debito alla volta. Il codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza (d.lgs. 14/2019), che dal 2022 ha sostituito la legge 3/2012, mette a disposizione di consumatori, professionisti e piccole imprese procedure che affrontano tutto l’indebitamento insieme e, alla fine, lo cancellano.
Non è una scorciatoia né un condono: è una procedura giudiziale, con un organismo di composizione della crisi che verifica i numeri e un giudice che decide. Lo Studio Legale MP di Verona assiste il debitore in tutte le fasi, dalla ricostruzione della posizione debitoria fino al decreto di esdebitazione.
4
procedure diverse, da scegliere in base a reddito, beni e tipo di debitore
Zero
quanto paga chi accede all’esdebitazione del debitore incapiente
1 sola volta
l’esdebitazione dell’incapiente si può ottenere una volta
4 anni
il periodo in cui vanno segnalate le utilità sopravvenute
Le quattro strade possibili
Ristrutturazione dei debiti del consumatore
Per chi ha debiti estranei all’attività d’impresa. Si propone un piano sostenibile — anche parziale e dilazionato — che il giudice omologa senza che i creditori votino. Conta la meritevolezza: il debito non deve derivare da colpa grave, malafede o frode.
Concordato minore
Per imprenditori minori, professionisti, startup e imprese agricole. Prevede il voto dei creditori e, di regola, la continuazione dell’attività: serve quando l’azienda vale più viva che liquidata.
Liquidazione controllata
Si mettono a disposizione i beni, un liquidatore li vende, il ricavato va ai creditori. Alla chiusura arriva l’esdebitazione. È la via quando un piano sostenibile non c’è.
Esdebitazione del debitore incapiente
Per chi non ha nulla da offrire: nessun bene, nessun reddito aggredibile. Il debito viene cancellato senza pagamento. Si ottiene una sola volta e obbliga a segnalare, nei quattro anni successivi, le utilità rilevanti che dovessero sopravvenire.
Come si arriva alla cancellazione del debito
1
Fotografia della posizione
Si ricostruisce l’intero indebitamento: banche e finanziarie, fisco e contributi, fornitori, garanzie prestate, pignoramenti in corso. Servono la centrale rischi, l’estratto di ruolo, i contratti. Senza questa base la procedura si ferma dopo.
2
Scelta della procedura
Redditi, composizione del nucleo, beni intestati, natura dei debiti e ragioni dell’indebitamento portano a una sola strada ragionevole. Qui si decide anche se conviene davvero: non sempre la risposta è sì.
3
Nomina dell’OCC
Si presenta istanza all’organismo di composizione della crisi, che nomina un gestore indipendente. Il gestore verifica i dati, valuta la meritevolezza e redige la relazione particolareggiata che accompagna la domanda.
4
Deposito e misure protettive
Domanda e relazione vanno al tribunale. Con le misure protettive si chiede la sospensione delle azioni esecutive: è il momento in cui i pignoramenti si fermano.
5
Omologazione o liquidazione
Il giudice omologa il piano, oppure apre la liquidazione. Da qui in avanti si esegue quanto stabilito, sotto il controllo dell’organismo.
6
Esdebitazione
Alla chiusura il debito residuo viene cancellato. È il punto di arrivo: da quel momento i creditori non possono più pretendere nulla per quei debiti.
Quando conviene e quando no
Ha senso valutarla se
I debiti superano stabilmente la capacità di rimborso, non per un mese difficile
Ci sono più creditori e le trattative singole si sono arenate
Sono arrivati decreti ingiuntivi, precetti o pignoramenti
Ci sono garanzie prestate per altri che stanno per essere escusse
Il carico fiscale e contributivo è una parte rilevante del debito
Probabilmente non è la strada se
La crisi è temporanea e una rinegoziazione basta
L’indebitamento deriva da condotte in frode ai creditori
Il patrimonio consente di pagare per intero
Si è già ottenuta l’esdebitazione dell’incapiente in passato
Una precisazione che evita equivoci: l’OCC e il difensore sono due ruoli distinti. Il gestore della crisi è un terzo indipendente che risponde al tribunale, non è l’avvocato del debitore. L’assistenza legale serve a costruire la domanda, reggere il contraddittorio con i creditori e presidiare le fasi in cui la procedura può incagliarsi.
Approfondimenti dal blog dello Studio
Domande frequenti sul sovraindebitamento
Dipende dalla procedura e dal tribunale. La ristrutturazione dei debiti del consumatore è la più rapida perché non prevede il voto dei creditori; la liquidazione controllata dura più a lungo perché comporta la vendita dei beni. La parte che si può governare è la preparazione: una documentazione completa fin dall’inizio evita i rinvii che allungano tutto.
Non automaticamente al deposito. Il tribunale può adottare misure protettive che sospendono le azioni esecutive dei creditori, e con l’omologazione l’effetto diventa stabile. È uno dei motivi per cui conviene muoversi prima che il pignoramento arrivi in fase avanzata.
No. Chi non ha né beni né redditi aggredibili può accedere all’esdebitazione del debitore incapiente: il debito viene cancellato senza pagare nulla. È concessa una sola volta e, se nei quattro anni successivi sopravvengono utilità rilevanti, una parte va destinata ai creditori.
No. Restano fuori, fra gli altri, gli obblighi di mantenimento, i debiti da risarcimento per fatto illecito e le sanzioni penali e amministrative pecuniarie non accessorie a debiti estinti. Debiti fiscali e contributivi invece rientrano nella procedura.
Il costo si compone di due voci distinte: il compenso dell’OCC, liquidato dal tribunale secondo parametri di legge, e il compenso dell’avvocato che assiste il debitore. Entrambi si quantificano dopo aver visto la situazione reale; il preventivo è scritto e concordato prima di iniziare.
Sì: le procedure sono pubbliche e i provvedimenti sono iscritti nel registro delle procedure previsto dal codice della crisi. È il prezzo della cancellazione del debito, e va messo in conto fin dal primo colloquio.
Parliamo della tua situazione
A che punto sei?
Scrivi a quanto ammonta il debito complessivo, verso chi, e se sono già arrivati decreti ingiuntivi o pignoramenti. Ti rispondiamo dicendo se c’è una procedura percorribile e quale. Il primo esame non ha costi e non impegna.
SOVRAINDEBITAMENTO A VERONA