Inserisci una parola chiave per iniziare la ricerca
Ricerca in corso...
La domanda che arriva per prima non è quasi mai giuridica: è quanto durerà, quanto costerà e che cosa succederà ai figli. La risposta dipende soprattutto da una scelta iniziale — se la separazione sarà consensuale o contenziosa — perché da lì discendono tempi, costi e clima dei mesi successivi.
Lo Studio Legale MP di Verona segue separazioni, divorzi e procedimenti sui figli, privilegiando la via dell’accordo dove è praticabile e sostenendo il contenzioso quando non lo è.
Se il reddito è sotto la soglia di legge, la causa di separazione o divorzio può essere seguita con il patrocinio a spese dello Stato. In queste cause, quando gli interessi dei coniugi sono in conflitto, si guarda al solo reddito personale di chi presenta l’istanza: una circostanza che allarga la platea molto più di quanto si creda.
Sei mesi se la separazione è stata consensuale, dodici se giudiziale. I termini decorrono dal momento indicato dalla legge per ciascuna forma, e vanno calcolati con precisione: un ricorso depositato un giorno prima viene dichiarato improcedibile.
Sì. Dopo la riforma del processo di famiglia le due domande possono essere proposte nello stesso procedimento: il giudice decide prima sulla separazione e poi, maturati i termini, sul divorzio. È una semplificazione che riduce sensibilmente i tempi complessivi.
No. Con la negoziazione assistita, davanti agli avvocati, si raggiunge un accordo che ha gli stessi effetti del provvedimento del giudice. Chi non ha figli minori o incapaci e non deve trasferire beni può anche rivolgersi all’ufficiale di stato civile. Le strade fuori dall’aula sono più rapide e meno costose, quando le condizioni ci sono.
Si guarda alle esigenze del figlio, al tenore di vita goduto, ai tempi di permanenza presso ciascun genitore, alle rispettive risorse economiche e alla valenza del lavoro di cura. Le spese straordinarie seguono un elenco a parte, ed è sul loro perimetro che nasce la maggior parte dei conflitti successivi.
No. L’assegno divorzile non serve a mantenere il tenore di vita matrimoniale: ha una funzione insieme assistenziale, compensativa e perequativa, come hanno chiarito le Sezioni Unite della Cassazione nel 2018. Conta il contributo dato alla famiglia e la possibilità concreta di procurarsi un reddito.
È il documento, introdotto dalla riforma, in cui ciascun genitore descrive la vita quotidiana del figlio — scuola, salute, sport, vacanze — e come intende organizzarla. Va preso sul serio: è su quel testo che il giudice misura la concretezza delle richieste.
La crisi del rapporto coniugale ha riflessi patrimoniali che vanno oltre la separazione.