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Oltre 330.000 famiglie italiane risultano in una situazione di sovraindebitamento strutturale, secondo le ultime rilevazioni della Banca d'Italia. Molte di quelle famiglie hanno alle spalle un parente, un amico, un ex socio che ha firmato una fideiussione anni prima senza immaginare che il debitore principale avrebbe poi azzerato i propri debiti davanti a un giudice. Quella firma è rimasta in piedi. Sempre.
Esdebitazione del debitore principale: perché il fideiussore non è al sicuro
L'esdebitazione, cioè la cancellazione dei debiti residui che il giudice concede al debitore meritevole al termine di una procedura di sovraindebitamento, libera chi la ottiene. Non libera chi lo ha garantito.
L'art. 278, comma 6, del Codice della crisi d'impresa e dell'insolvenza (CCII) è esplicito: restano salvi i diritti vantati dai creditori nei confronti dei coobbligati, dei fideiussori del debitore e degli obbligati in via di regresso. La norma vale per tutte le forme di esdebitazione previste dal Codice: quella che segue la liquidazione controllata (art. 282), quella del sovraindebitato incapiente (art. 283) e quella derivante dall'omologa di un piano del consumatore o di un concordato minore.
Il risultato è geometricamente chiaro: il creditore, solitamente una banca, ottiene il decreto di esdebitazione del debitore principale e il giorno dopo si rivolge al garante per l'intero importo rimasto insoddisfatto. Non per la percentuale concordataria. Non per la quota pagata nella liquidazione. Per tutto.
Il Tribunale di Modena chiarisce i presupposti quando i debiti vengono da fideiussioni
Un caso istruttivo è stato deciso dal Tribunale di Modena il 18 marzo 2026. Il soggetto ammesso a liquidazione controllata era un imprenditore la cui situazione debitoria derivava essenzialmente dal rilascio di garanzie fideiussorie in favore di terzi, e che dopo tre anni dall'apertura della procedura chiedeva l'esdebitazione. Il Tribunale ha concesso il beneficio, verificando la sussistenza dei presupposti soggettivi richiesti dall'art. 280 CCII e l'assenza delle condizioni ostative. La pronuncia conferma un punto spesso sottovalutato: anche chi è sovraindebitato perché ha fatto il garante per altri può ottenere l'esdebitazione. Ma il meccanismo funziona solo per lui: i creditori che aveva garantito restano liberi di escutere i garanti di quel garante, se esistono.
Il regresso svuotato: cosa succede quando il fideiussore paga
Qui sta il problema reale, che pochi articoli affrontano fino in fondo. Il fideiussore che paga la banca acquista, per effetto del pagamento, un diritto di regresso nei confronti del debitore principale: è la regola degli artt. 1949 e 1950 del codice civile. In teoria, può rifarsi su chi aveva garantito. In pratica, se il debitore principale ha già ottenuto l'esdebitazione, quel regresso colpisce un debito che per il debitore è diventato inesigibile.
La questione è aperta in dottrina, ma l'orientamento prevalente porta a una conclusione scomoda: il fideiussore che paga dopo il decreto di esdebitazione si trova con un credito nominalmente esistente ma materialmente irrecuperabile. Il debitore esdebitato non ha beni — altrimenti non avrebbe ottenuto il beneficio — e non può essere aggredito per il debito cancellato, nemmeno dal garante che ha pagato al suo posto. Vigilantibus iura subveniunt: il diritto tutela chi agisce in tempo, e il garante che aspetta di pagare prima di muoversi perde spesso ogni leva concreta.
Cass. SS.UU. 28 agosto 2026 n. 24825: le nuove regole per difendersi prima di pagare
La difesa del garante deve quindi spostarsi a monte, prima che scatti l'obbligo di pagamento. Le Sezioni Unite della Corte di Cassazione, con la sentenza 28 agosto 2026 n. 24825, hanno affrontato tre questioni fondamentali per chi riceve la richiesta di pagamento da una banca: la sufficienza dell'istanza stragiudiziale tempestiva ai fini dell'art. 1957 c.c., la validità della clausola "a prima richiesta" e la distribuzione dell'onere della prova tra banca e garante. La pronuncia chiarisce che basta un'istanza stragiudiziale tempestiva per evitare la decadenza semestrale prevista dall'art. 1957 c.c., ma stabilisce anche criteri differenziati per la prova a seconda del tipo di garanzia. Per il fideiussore che riceve la richiesta di pagamento, significa che le eccezioni processuali vanno sollevate nel primo atto difensivo: chi le riserva alla comparsa conclusionale le perde, come aveva già evidenziato la Cassazione con la sentenza 21 settembre 2026 n. 21651 in un caso in cui i fideiussori, condannati solidalmente al pagamento di circa 1,29 milioni di euro, avevano sollevato l'eccezione ex art. 1957 c.c. tardivamente.
Concessione abusiva del credito: l'arma difensiva che la Cassazione ha riconosciuto al garante
Sempre la Cass. n. 21651/2026, pronunciata il 21 settembre 2026, ha aperto uno spazio difensivo significativo: il fideiussore può opporre alla banca, ai sensi dell'art. 1945 c.c., la condotta colposa tenuta nella concessione o nel mantenimento del credito, quando quella condotta abbia concorso alla produzione del pregiudizio o all'aggravamento dell'esposizione debitoria del debitore garantito. In termini pratici: se la banca ha continuato a erogare credito a un debitore già palesemente insolvente, il garante può chiedere al giudice di ridurre la somma che deve pagare in misura corrispondente al danno che quella condotta ha prodotto. Non è un'esdebitazione. Ma è una difesa concreta, seria, ancorata al testo dell'art. 1945 c.c. e ora consolidata dalla Cassazione.
Il socio garante e il Tribunale di Padova: quando l'esdebitazione si estende
C'è un caso in cui l'esdebitazione del debitore principale può estendersi anche al garante, e vale la pena conoscerlo perché è l'eccezione alla regola. Il Tribunale di Padova, con la sentenza n. 1027 del 12 giugno 2026, ha stabilito che il socio illimitatamente responsabile di una società che abbia anche prestato fideiussione per i debiti sociali beneficia degli effetti esdebitatori del concordato semplificato omologato, perché la sua posizione di socio assorbe quella di garante. La ratio è che l'art. 117, comma 2, CCII estende gli effetti del concordato ai soci illimitatamente responsabili, e questa regola sugli effetti non cede all'assenza del voto dei creditori, propria del concordato semplificato. Il fideiussore esterno alla società — il classico parente che firma in banca — non beneficia di nulla di tutto questo: risponde dell'intero debito originario, indipendentemente da quanto la società ha pagato nella procedura.
La Circolare ADE n. 9/E del 21 ottobre 2026 e il punto sui coobbligati
La Circolare dell'Agenzia delle Entrate n. 9/E del 21 ottobre 2026 — il documento di prassi che chiarisce come il Fisco si comporta nelle procedure di sovraindebitamento — richiama espressamente la salvezza dei diritti nei confronti di coobbligati e fideiussori. Il punto è rilevante per chi garantisce debiti fiscali: l'esdebitazione del debitore principale rende inesigibili le imposte nei suoi confronti, ma l'Erario mantiene integra la propria pretesa verso il garante. Per quest'ultimo, le uniche strade sono o tentare una propria procedura di sovraindebitamento oppure trattare direttamente con l'Agenzia, se le condizioni lo consentono.
Nota dall'esperienza dello studio
Nelle pratiche che seguiamo, l'errore più frequente è scoprire che il garante è rimasto a guardare mentre il debitore principale percorreva tutta la procedura fino all'esdebitazione, convinto che anche la sua posizione si sarebbe risolta da sola. Non funziona così. Il momento in cui il garante deve muoversi — valutare le eccezioni contrattuali, verificare se la fideiussione è omnibus e se le clausole siano nulle per conformità allo schema ABI, oppure accedere in autonomia a una procedura di sovraindebitamento — è molto prima del decreto. Spesso è prima ancora che il debitore principale depositi la domanda.
Domande frequenti
Se il debitore principale ottiene l'esdebitazione, devo comunque pagare tutta la sua banca?
Sì. L'art. 278, comma 6, CCII lascia intatta la pretesa del creditore verso il fideiussore per l'intero importo rimasto insoddisfatto, anche se il debitore principale è stato liberato da ogni obbligo. L'esdebitazione produce effetti solo per chi la ottiene, non per chi lo ha garantito.
Se pago la banca al posto del debitore esdebitato, posso poi recuperare i soldi da lui?
In teoria il diritto di regresso esiste. In pratica, il debitore che ha ottenuto l'esdebitazione non ha beni e il debito verso i suoi creditori — compreso il garante che ha pagato — è diventato inesigibile. Il regresso è nominalmente vivo ma concretamente privo di valore. Occorre agire prima, non dopo.
Esiste un modo per liberarmi anch'io dai debiti da fideiussione?
Sì, se ricorrono i presupposti: il fideiussore persona fisica che si trova in stato di sovraindebitamento può accedere in proprio alle procedure del CCII. Se i debiti da fideiussione sono l'unica o la principale esposizione e non derivano da attività professionale, può rientrare nella categoria del consumatore e chiedere un piano di ristrutturazione. La qualificazione come consumatore dipende dalla natura del debito garantito e dal collegamento — o meno — con un'attività d'impresa, come chiarito dalla Cassazione con la sentenza n. 29746 del novembre 2025.
Come scriveva Luigi Einaudi, il problema delle obbligazioni non è solo di diritto: è di previsione. Chi firma una fideiussione senza prevedere le conseguenze di un'esdebitazione del debitore principale scopre tardi che la garanzia non finisce con la procedura altrui. Finisce, semmai, con una propria.
Redazione - Staff Studio Legale MP