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Settembre 2025: migliaia di praticanti avvocati aprono il decreto Milleproroghe sperando di trovare la proroga del regime semplificato che ormai conoscono a memoria — una sola prova scritta, poi l'orale — e non la trovano. La norma transitoria nata durante la pandemia è semplicemente sparita, senza che nulla la sostituisse. Nessun bando, nessuna data, nessuna struttura certa per la sessione 2026. Il decreto che arriverà di lì a pochi mesi chiude una fase di prolungata incertezza normativa dovuta alla mancata attuazione della legge di riforma forense e alle ripetute proroghe di modalità straordinarie: una situazione di grave incertezza per migliaia di praticanti avvocati, che tramite la loro associazione AIGA avevano salutato l'approvazione del decreto con soddisfazione.
Quella pagina è ora voltata. Il decreto-legge 12 giugno 2026, n. 100, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 134, è stato convertito con la Legge 7 agosto 2026, n. 145, pubblicata in Gazzetta Ufficiale n. 183 dell'8 agosto 2026. Le nuove regole sull'esame avvocato 2026 nuova sessione unica sono quindi in vigore dal 9 agosto 2026 e si applicano dalla prima sessione d'esame successiva a quella data.
Tre regimi a confronto: dove eravamo, dove siamo
Per capire la portata della riforma occorre tenere presente che l'accesso alla professione forense ha attraversato tre distinte fasi normative nell'arco di un decennio, ciascuna con una logica interna diversa.
Il modello originario della L. 247/2012. La legge professionale forense prevedeva tre prove scritte — un parere di diritto civile, uno di diritto penale e la redazione di un atto giudiziario — seguite da una prova orale. La sessione si articolava in due fasi: le scritte in un periodo e l'orale in quello successivo. I codici ammessi erano quelli "vergini", privi di annotazioni. Il modello era severo, ma coerente con l'idea di una verifica piena delle competenze del futuro avvocato. In pratica, però, produceva tassi di bocciatura elevatissimi e tempi di attesa pluriennali, con la sessione bloccata nei ritardi cronici della correzione centralizzata degli elaborati.
Il regime transitorio pandemico (2020-2025). La stagione pandemica e i suoi strascichi hanno introdotto un modello semplificato rispetto all'impianto ordinario della L. 247/2012: una prova scritta più una prova orale. Il Milleproroghe 2025 aveva prorogato il regime transitorio per la sessione 2025 ed eliminato il requisito del punteggio minimo di 105 per l'accesso all'orale. Anno dopo anno, quella che doveva essere un'eccezione emergenziale si era stabilizzata in abitudine normativa, creando una generazione di praticanti preparata su un formato che — come si è visto — poteva essere cancellato in qualsiasi momento.
Il modello attuale: L. 145/2026. Con il decreto-legge 12 giugno 2026, n. 100, il Governo ha riscritto la disciplina dell'abilitazione forense, archiviando il regime semplificato della stagione pandemica senza però ripristinare le tre prove scritte del 2012: due elaborati e un orale, in un'unica sessione annuale. La novità principale riguarda proprio la struttura dell'esame: non viene riproposto il regime semplificato degli anni scorsi, ma non si torna neppure al vecchio modello delle tre prove scritte. La soluzione scelta è un modello intermedio, articolato in due prove scritte e in una prova orale, da svolgersi in un'unica sessione annuale.
Il punto di equilibrio è chiaro: più esigente del regime pandemico, meno gravoso di quello del 2012. Un compromesso ragionato che rappresenta, secondo AIGA, un punto di equilibrio tra esigenze di selezione e sostenibilità del percorso di accesso alla professione.
Quante prove scritte prevede il nuovo esame da avvocato e come si svolgono?
Il nuovo esame prevede due prove scritte. La prima consiste in un parere motivato, la seconda nella redazione di un atto giudiziario. Per entrambe le prove il candidato può scegliere tra diritto privato, diritto penale e diritto amministrativo, secondo le modalità che saranno indicate dal decreto che indice la sessione.
La scelta della materia è quindi rimessa al candidato, non assegnata dalla commissione: una novità non banale, che richiede una scelta strategica da compiere prima dell'esame e non sul momento.
Sul piano delle modalità pratiche, una delle innovazioni fondamentali del nuovo esame riguarda l'introduzione obbligatoria della videoscrittura in presenza: gli aspiranti professionisti redigono gli elaborati al computer, all'interno di aule sorvegliate e tramite software dotati di sistemi di sicurezza informatica. Il decreto consente l'uso dei soli codici annotati con la giurisprudenza; restano vietati testi, scritti, appunti, strumenti elettronici e strumenti di telecomunicazione.
L'utilizzo dei codici annotati con la giurisprudenza supera il modello dei codici "vergini" previsto dalla riforma del 2012: si tratta di una novità molto importante per i candidati, poiché valorizza maggiormente la capacità di interpretazione e applicazione delle norme rispetto alla mera memorizzazione. In altri termini: non basta più sapere cosa dice l'articolo, bisogna sapere cosa ci ha fatto la giurisprudenza.
L'accesso alla prova orale sarà subordinato al superamento di entrambe le prove scritte. Sul sistema di punteggio, il candidato deve ottenere almeno 90 punti complessivi e almeno 18 punti in ciascuna parte della prova orale: caso pratico, tre quesiti e domanda su ordinamento e deontologia.
Come cambia la prova orale con la riforma?
La prova orale è la componente che subisce la trasformazione più profonda rispetto al regime semplificato degli anni scorsi. L'esame orale subirà cambiamenti importanti: se fino ad oggi bastava una breve esposizione delle prove scritte, dal 2026 il candidato dovrà illustrarne in maniera approfondita il contenuto. Oltre a questo, l'esame orale avrà ad oggetto la soluzione di un caso pratico e la risposta a quesiti volti ad accertare la conoscenza del diritto sia sostanziale che processuale.
L'esame orale seguirà quindi tre fasi: la prima consisterà nella soluzione di un caso pratico che postuli conoscenze di diritto sostanziale e processuale in una materia scelta preventivamente tra diritto civile, diritto penale e diritto amministrativo; la seconda nella risposta a tre quesiti. La terza fase riguarda l'ordinamento forense, la deontologia e la previdenza forense — un segmento spesso sottovalutato nella preparazione e che invece peserà in modo autonomo sul punteggio finale.
Una delle finalità dichiarate della riforma è garantire maggiore uniformità nella correzione degli elaborati. Il decreto individua criteri di valutazione più puntuali rispetto al passato, fondati in particolare su correttezza giuridica delle soluzioni prospettate, con l'intento di ridurre le disparità di giudizio tra le diverse commissioni d'esame.
Quando si svolge la sessione unica e cosa resta da definire?
Le nuove disposizioni si applicano a partire dalla prima sessione successiva all'entrata in vigore del decreto, quindi dalla sessione 2026-27. Per i praticanti sarà quindi essenziale attendere le indicazioni operative del Ministero, soprattutto per comprendere tempi, modalità di svolgimento e criteri concreti di correzione degli elaborati.
C'è poi un secondo livello normativo che i praticanti devono tenere d'occhio. L'intervento del D.L. 100/2026 anticipa l'attuazione delle disposizioni contenute nella recente riforma dell'ordinamento forense (legge n. 137/2026), consentendone l'applicazione già a partire dalla prossima sessione d'esame. La L. 137/2026 delega il Governo a ridisegnare organicamente l'intero esame di Stato per i decreti attuativi entro febbraio 2027: è possibile, dunque, che ulteriori aggiustamenti arrivino prima della sessione successiva. Chi non tiene d'occhio quella data rischia di prepararsi su un formato già in via di ridefinizione.
Sul piano pratico, cosa conviene fare adesso? Alcune indicazioni derivano direttamente dall'architettura del nuovo esame.
La scelta della materia per le prove scritte va compiuta prima, non in sede d'esame, e richiede un'analisi fredda dei propri punti di forza: chi ha svolto il praticantato prevalentemente in ambito civile ha senso che si concentri sul diritto privato, ma deve valutare anche la presenza di tracce d'esame e la prevedibilità degli orientamenti giurisprudenziali nella materia. Concentrarsi su una materia non significa ignorare le altre: la struttura dell'orale prevede quesiti su diritto sostanziale e processuale in senso più ampio.
L'uso dei codici annotati va imparato come tecnica specifica: non si tratta di portare in aula una biblioteca, ma di sapere dove cercare in tempi brevissimi il leading case pertinente. Chi non ha mai studiato con un codice annotato in mano — abituato magari al solo manuale — deve cambiare metodo prima dell'esame, non durante.
La sezione su ordinamento e deontologia forense è la più trascurata nelle preparazioni e quella su cui le commissioni hanno maggiore margine discrezionale. Il Codice Deontologico Forense, il sistema previdenziale della Cassa Forense e le norme sull'ordinamento delle professioni non sono nozioni residuali: pesano sul punteggio con lo stesso coefficiente delle altre fasi dell'orale.
La riforma dell'esame da avvocato introduce una regolamentazione stabile, mettendo fine alla stagione delle deroghe legate ai vari decreti milleproroghe. Si delinea in questo modo un quadro normativo chiaro, in grado di garantire ai praticanti le certezze necessarie per pianificare lo studio teorico e le tecniche di redazione degli atti giudiziari.
Stabilità normativa, però, non è sinonimo di immobilità. Il brocardo vigilantibus iura subveniunt — il diritto soccorre chi vigila — vale per chi litiga in tribunale, ma vale anche per chi studia per entrarci: monitorare i decreti attuativi della L. 137/2026, attesi entro febbraio 2027, non è prudenza eccessiva. È semplicemente metodo.
Come scriveva Niccolò Machiavelli, "gli uomini si ingannano nel giudicare le cose generalmente, e non nel particulare": la riforma dell'esame di abilitazione non va letta come una novità astratta, ma verificata nei dettagli — punteggi minimi, composizione delle commissioni, calendario delle prove — che saranno fissati dal bando ministeriale. Quello è il documento da attendere, analizzare e usare come bussola concreta della preparazione.
Redazione - Staff Studio Legale MP