Cookie Consent by Free Privacy Policy Generator
Studio Legale MP - Verona logo

Cerca nel sito

Inserisci una parola chiave per iniziare la ricerca

Contenuto realizzato con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale e revisionato dall'autore.

Azione surrogatoria e legittima: dal 2025 decide la Cassazione - Studio Legale MP - Verona

Un figlio del defunto non compare all'udienza. Non ha impugnato il testamento, non ha chiesto la riduzione delle disposizioni che lo hanno escluso dall'eredità, non ha fatto nulla. Eppure ha debiti. Il creditore, seduto dall'altra parte del tavolo, chiede al giudice di poter agire lui, al posto del debitore silenzioso, per recuperare quella quota di legittima — cioè la parte di eredità che la legge riserva per forza ai figli — che il figlio ha semplicemente ignorato.

La Corte Suprema di Cassazione, Seconda Sezione Civile, ha sollevato due questioni di grande rilievo in materia di azione surrogatoria — cioè lo strumento con cui il creditore agisce al posto del debitore inerte — e azione di riduzione per lesione di legittima. La rimessione alle Sezioni Unite apre uno scenario che tocca direttamente chi si trova con un fratello indebitato che non ha mai reclamato la propria quota di riserva: il creditore di quel fratello potrebbe farlo al suo posto.

Cosa sono l'azione surrogatoria e l'azione di riduzione: la base da cui partire

L'azione di riduzione è il rimedio con cui il legittimario leso — cioè chi per legge ha diritto a una quota minima dell'eredità (figlio, coniuge, genitore) e ne è stato privato dal testamento o da donazioni del defunto — chiede al giudice di ridurre le disposizioni che ledono quella quota, fino a reintegrarla. È un diritto strettamente personale, riconosciuto dal codice civile solo al legittimario, ai suoi eredi o aventi causa.

Il codice civile non ha apprestato specifici strumenti di tutela a favore dei creditori del legittimario pretermesso in materia di azione di riduzione, avendo riconosciuto la legittimazione all'esercizio di tale azione solo a favore dei legittimari, dei loro eredi o aventi causa, senza nulla precisare in ordine ai creditori.

L'azione surrogatoria, disciplinata dall'art. 2900 del codice civile, è invece lo strumento che consente al creditore di esercitare i diritti e le azioni che spettano al debitore, quando questi li trascura pregiudicando le proprie ragioni. Il presupposto tradizionale è l'inerzia del debitore: il creditore subentra nel posto di chi non si muove. La domanda oggi all'esame delle Sezioni Unite è se questo strumento possa essere usato per "entrare" nell'eredità attraverso la riduzione delle disposizioni testamentarie.

Il creditore del legittimario può fare l'azione di riduzione al suo posto?

Occorre rimettere la causa alla Prima Presidente, affinché ne valuti l'opportunità della rimessione alle Sezioni Unite, perché si pronunci sulla questione relativa all'esperibilità, in via surrogatoria, dell'azione di riduzione per lesione di legittima, da parte del creditore del legittimario totalmente pretermesso, il quale abbia trascurato di esercitarla.

Con la propria ordinanza interlocutoria n. 23 del 2 gennaio 2025, la Corte di Cassazione ha rimesso gli atti al Primo Presidente per eventuale assegnazione alle Sezioni Unite della questione in oggetto. La risposta breve, allo stato attuale, è: non è certo. Esistono pronunce in senso favorevole al creditore e pronunce in senso contrario. Le Sezioni Unite sono chiamate a sciogliere il nodo.

La prima questione riguarda l'esperibilità, in via surrogatoria, dell'azione di riduzione per lesione di legittima da parte del creditore del legittimario totalmente pretermesso. La seconda questione è relativa all'ammissibilità dell'azione surrogatoria anche in caso di trascuratezza nell'esercizio del diritto, e non solo in presenza della mera inerzia del debitore.

Si tratta di due profili distinti ma collegati. Il primo chiede se il creditore possa agire "al posto" del legittimario escluso. Il secondo chiede quanto deve essere "grave" l'inattività del debitore per giustificare la sostituzione del creditore: basta che non agisca del tutto, oppure è sufficiente che agisca in modo insufficiente o distratto?

Inerzia totale o trascuratezza: una distinzione che vale molto

Poiché con il termine "trascura" il legislatore ha inteso precisare che a legittimare l'intervento del creditore non è necessaria un'inattività totale del debitore, bensì è sufficiente un esercizio incompleto e quantitativamente insufficiente del diritto (Cass. n. 1867/2000).

Alcune pronunce di legittimità hanno ritenuto utilizzabile l'azione surrogatoria, oltre che nei casi di totale inerzia del debitore, anche nei casi in cui quest'ultimo non esplichi nella tutela dei suoi diritti la necessaria diligenza (tra queste Cass. 11 maggio 2009 n. 10744; Cass. 22 novembre 2022 n. 34297; Cass. 4 agosto 1997 n. 7187; Cass. 28 maggio 1988 n. 3665).

Questo orientamento — quello più esteso — è quello che maggiormente preoccupa il legittimario indebitato. Se la "trascuratezza" è sufficiente, il creditore non deve aspettare che il debitore si sia completamente disinteressato dell'eredità: può intervenire ogni volta che l'erede, pur avendo diritto a qualcosa, non agisce con la necessaria diligenza.

L'orientamento contrario, più restrittivo, ritiene invece che l'azione surrogatoria sia ammissibile solo di fronte a un comportamento strettamente omissivo: se il debitore ha fatto qualcosa — anche poco — il creditore non può sostituirsi. Il paper più recente pubblicato in dottrina (maggio 2026) argomenta per un approccio restrittivo, limitato ai soli comportamenti strettamente omissivi del debitore.

Il punto che nessun blog dice chiaramente: l'inazione strategica e il creditore surrogatario

Qui si nasconde il profilo più delicato, e anche il più sottovalutato nella prassi.

Chi è un legittimario con debiti può essere tentato da una scelta apparentemente furba: non agire in riduzione. Se non agisce, non acquisisce beni che i creditori potrebbero aggredire. L'eredità "passa sopra" senza che lui ci metta le mani. La quota di legittima rimane un diritto astratto, mai concretizzato, e quindi — in teoria — fuori dalla portata dei creditori.

Il problema è che questa "inazione strategica" è esattamente il comportamento che la Cassazione ha messo nel mirino con la questione rimessa alle Sezioni Unite. La Suprema Corte ha rimesso la causa alla Prima Presidente perché valutasse la rimessione al vaglio delle Sezioni Unite con richiesta di pronunciarsi su due questioni: la nozione di trascuratezza quale presupposto per l'esercizio dell'azione surrogatoria ex art. 2900 c.c. e la legittimazione alla surroga nell'azione di riduzione per lesione di legittima da parte dei creditori del legittimario totalmente pretermesso.

Se le Sezioni Unite accolgono la tesi più ampia — quella che equipara "trascuratezza" a "inerzia strategica" — allora il legittimario indebitato che non agisce in riduzione per nascondere il credito ai propri creditori si espone a un rischio preciso: il creditore agisce in surrogazione, ottiene la riduzione del testamento, e recupera i propri crediti su quella quota che il debitore aveva volutamente lasciato dormire.

Di tale azione dovrebbe ritenersi precluso l'esercizio in via surrogatoria da parte di terzi in base alla previsione dell'ultima parte del primo comma dell'art. 2900 cod. civ., in base alla quale l'esercizio di detta azione non è consentito quando si tratti di diritti o di azioni che non possono essere esercitati se non dal loro titolare. Questo è il principale argomento difensivo del legittimario: la quota di legittima è un diritto personalissimo. Ma l'argomento regge solo se le Sezioni Unite lo confermano, e per ora la questione è aperta.

Sul piano della tutela del creditore, la sezione rimettente ha osservato che, pur non potendosi negare la diversità esistente tra il chiamato all'eredità che riceve la delazione e può acquisire i beni mediante accettazione, o rinunciarvi, ed il legittimario totalmente pretermesso, che non è beneficiario di alcuna delazione ed acquisisce la qualità di erede solo in caso di esito vittorioso dell'azione di riduzione, potendo egli rinunciare solo all'azione di riduzione senza produrre un impoverimento immediato del suo patrimonio, ma comunque precludendo in tal modo qualsivoglia possibilità futura di acquisizione di beni ereditari, questi aspetti differenziali appaiono privi di rilievo determinante ai fini della tutela conservativa del creditore.

Detto in modo più diretto: non fare nulla sull'eredità non è neutro. È un atto che ha conseguenze, anche nei confronti di chi ti deve dei soldi.

L'ulteriore sentenza da tenere presente: Cass. civ., Sez. II, ord. n. 20954 del 23 luglio 2025

Con l'ordinanza n. 20954 del 23 luglio 2025, la Corte di Cassazione ha introdotto importanti novità riguardo all'azione di riduzione per lesione di legittima, modificando le condizioni per esercitare tale azione e abbattendo alcune barriere probatorie che avevano limitato l'accesso alla giustizia dei legittimari.

La Corte ha chiarito che l'azione di riduzione è ammissibile anche in assenza di una piena ricostruzione iniziale dell'asse, affidando al giudice il compito di completare l'istruttoria e determinare la lesione.

Questo dato si intreccia con la questione surrogatoria in modo non immediato ma concreto: se anche il creditore surrogatario potrà agire in riduzione, avrà a disposizione uno strumento processualmente più accessibile rispetto al passato. L'abbassamento della soglia probatoria iniziale potrebbe facilitare l'azione del creditore che vuole subentrare al legittimario inerte, perché non dovrà dimostrare già all'atto della citazione che la lesione esiste e quanto ammonta.

"Il diritto non protegge chi dorme sui propri diritti" scriveva Rudolf von Jhering nel suo celebre La lotta per il diritto. Ma nel caso dell'inazione strategica il problema è opposto: non è solo il legittimario a dormire; è anche il creditore a rischiare di farlo, se non coglie il momento giusto per intervenire.

Vigilantibus iura subveniunt: il diritto soccorre chi vigila. Il brocardo vale per entrambe le parti di questa vicenda.

Cosa fare concretamente se sei il fratello o il creditore

Se sei il fratello dell'erede indebitato che non agisce: la tua posizione non dipende direttamente dall'azione surrogatoria del creditore di tuo fratello, ma potresti essere coinvolto nel giudizio come contraddittore necessario se il creditore agisce in riduzione contro la tua porzione dell'eredità. Sapere cosa sta accadendo in giudizio è indispensabile per non trovarti spiazzato.

Se sei il creditore dell'erede che non agisce: il quadro attuale impone prudenza ma non paralisi. Già ora alcune corti di merito hanno ammesso l'azione surrogatoria in questo ambito. La rimessione alle Sezioni Unite non chiude la strada: semmai la chiarirà. Il rischio di attendere troppo è la prescrizione dell'azione di riduzione, che si compie in dieci anni dall'apertura della successione.

Se sei il legittimario indebitato che sta valutando di non agire: devi sapere che questa scelta non è invisibile ai tuoi creditori, e che le Sezioni Unite potrebbero a breve autorizzarli esplicitamente ad agire al tuo posto. La rinuncia all'azione di riduzione è già oggi impugnabile dai creditori ai sensi dell'art. 524 del codice civile — norma che consente ai creditori di reagire alla rinuncia all'eredità fatta in loro danno. L'azione surrogatoria, se ammessa, aggiungerebbe uno strumento ulteriore.

La tempistica è un elemento critico: dieci anni è un arco lungo, ma in un contesto successorio con immobili, donazioni pregresse e testamento, i tempi processuali si dilatano. Attendere la pronuncia delle Sezioni Unite, valutando nel frattempo le opzioni disponibili, è la scelta più prudente — ma deve essere una scelta consapevole, non un'attesa passiva.

Domande frequenti

Il creditore di un erede può fare l'azione di riduzione al posto dell'erede che non agisce?
Allo stato attuale la risposta dipende dall'orientamento del giudice davanti al quale si procede. La Cassazione ha rimesso la questione alle Sezioni Unite: alcune corti di merito l'hanno già ammessa, altre no. Chi deve agire come creditore non dovrebbe aspettare la pronuncia delle Sezioni Unite prima di valutare i propri strumenti, perché i termini di prescrizione corrono comunque.

Cosa succede se l'erede non agisce in riduzione per non far trovare beni ai creditori?
È la situazione più delicata. Il comportamento del legittimario che deliberatamente non agisce in riduzione per sottrarre beni ai creditori è esattamente ciò che la Cassazione ha messo in discussione con la rimessione alle Sezioni Unite. Se la tesi dell'azione surrogatoria sarà accolta, questa strategia non funzionerà: il creditore potrà agire al posto dell'erede, recuperare la quota di legittima e soddisfare il proprio credito su quella. In ogni caso, la rinuncia formale all'eredità o all'azione di riduzione è già oggi impugnabile dai creditori.

L'azione surrogatoria funziona anche per la legittima, o solo per i crediti ordinari?
Il codice civile non lo dice esplicitamente. Per i crediti ordinari il meccanismo è consolidato. Per la legittima — e in particolare per il caso del legittimario totalmente escluso dal testamento — la questione è ancora aperta e formalmente rimessa alle Sezioni Unite della Cassazione. La pronuncia attesa è di quelle destinate a cambiare la prassi: chiunque abbia una situazione in corso farebbe bene a monitorarla con attenzione.

Approfondimento
Accettazione, legittima, divisione e termini da non perdere: Successioni ed eredità: accettazione, legittima e divisione.

Hai bisogno di assistenza o di un preventivo?

Autore: Redazione - Staff Studio Legale MP


Redazione - Staff Studio Legale MP -

Redazione - Staff Studio Legale MP