Un flusso di insoluti non si gestisce una pratica alla volta
Chi lavora con clienti a credito non ha una fattura insoluta: ne ha un flusso. Ogni mese qualche posizione scivola, qualcuna rientra, qualcuna si incancrenisce — e la decisione su cosa farne viene rinviata finché il credito perde valore, o si prescrive. Il recupero crediti continuativo nasce per questo: non un incarico alla volta, ma una gestione stabile dello scaduto, con regole decise in anticipo e una decisione documentata su ogni posizione.
Lo Studio Legale MP di Verona segue imprese, professionisti e amministratori nella gestione ricorrente dei crediti commerciali, dalla fase stragiudiziale all’esecuzione. Con il processo telematico il servizio non è legato al territorio veronese: conta il foro competente sul debitore, non dove ha sede lo Studio.
Presa in carico continuativa
Le posizioni scadute arrivano allo Studio con cadenza concordata, non quando qualcuno se ne ricorda. Nessun credito resta fermo in attesa di una decisione.
Regole di ingaggio scritte
Soglie di importo, tempi di sollecito, quando si passa al decreto ingiuntivo, quando conviene fermarsi: deciso una volta, applicato sempre.
Una decisione per ogni posizione
Su ogni credito una valutazione di convenienza documentata: procedere, transigere, attendere o accantonare. Anche il «non conviene» è una risposta utile.
Preventivo su misura
Nessun listino calato dall’alto: la formula si costruisce sul tuo flusso, sul valore medio delle posizioni e sul tipo di debitore.
A chi si rivolge il servizio
PMI e imprese artigiane
Fatture insolute verso clienti B2B, forniture ripetute, ritardi che diventano abitudine. Interessi e spese di recupero nelle transazioni commerciali sono spesso lasciati sul tavolo.
Studi e professionisti
Parcelle e notule non pagate, con il problema pratico di dover recuperare senza rompere il rapporto con il cliente: prima la via bonaria, con tempi certi.
Amministratori di condominio
Quote condominiali arretrate su più condomini gestiti: un unico interlocutore, procedure uniformi e rendicontazione separata per ciascuna gestione.
Società di servizi e utility
Molti crediti di importo contenuto, canoni e abbonamenti: qui contano standardizzazione e soglie di convenienza, non l’atto su misura.
Come funziona, dal portafoglio all’esecuzione
1
Analisi del portafoglio
Si guardano le posizioni scadute, i contratti e le condizioni generali applicate, i titoli a supporto (fatture, DDT, conferme d’ordine, corrispondenza), lo stato dei debitori e le prescrizioni in avvicinamento.
2
Regole di ingaggio
Si fissano per iscritto soglie, tempi e passaggi: dopo quanti giorni parte la diffida, quando si propone un piano di rientro, sopra quale importo si va in monitorio, chi autorizza cosa. È la parte che fa risparmiare più tempo e denaro.
3
Fase stragiudiziale
Diffida e messa in mora su carta dello Studio, trattativa, piani di rientro e accordi transattivi scritti, con riconoscimento di debito dove serve a interrompere la prescrizione e a rafforzare la posizione.
4
Fase monitoria
Ricorso per decreto ingiuntivo, con richiesta di provvisoria esecutorietà quando ne ricorrono i presupposti, e gestione dell’eventuale opposizione.
5
Esecuzione
Atto di precetto e, se serve, ricerca telematica dei beni da pignorare, pignoramento presso terzi, mobiliare o immobiliare. Prima di ogni passo si verifica che l’esecuzione abbia senso economico.
6
Rendiconto e revisione
A cadenza concordata: stato di ogni posizione, incassato, prossimi passi e proposte di modifica delle regole quando i numeri dicono che qualcosa non funziona.
Prevenire prima di recuperare
Prima della fornitura
Condizioni generali di contratto e clausole su termini di pagamento, foro e interessi
Verifica preventiva del debitore: visura camerale, bilanci, protesti, pregiudizievoli
Garanzie proporzionate al rischio: fideiussione, riserva di proprietà, acconti
Documentazione dell’ordine e della consegna, che è poi la prova in giudizio
Dopo l’insoluto
Calcolo corretto di interessi e spese, non rinuncia per abitudine
Interruzione della prescrizione nei tempi giusti
Scelta consapevole fra monitorio, trattativa e accantonamento
Nelle crisi del debitore, valutazione dell’insinuazione al passivo e dei suoi costi
Nelle transazioni commerciali fra imprese il d.lgs. 231/2002 riconosce al creditore interessi moratori al tasso di riferimento BCE maggiorato di otto punti percentuali e un importo forfettario di 40 euro a titolo di rimborso delle spese di recupero, oltre al risarcimento del maggior danno. Sono voci che nella pratica quotidiana vengono spesso dimenticate: in una gestione continuativa si calcolano sempre.
Preventivi tailor made: le formule di compenso
Canone periodico
Un importo fisso mensile o trimestrale che comprende un numero definito di posizioni gestite in fase stragiudiziale, con le attività giudiziali quotate a parte. Adatto a chi ha un flusso costante e vuole un costo prevedibile.
Forfait per fascia di valore
Un compenso fisso per posizione, diverso a seconda dello scaglione di credito. Adatto a molti crediti di importo simile, dove conta la standardizzazione.
Componente legata al risultato
Una quota del compenso viene riconosciuta solo in caso di buon esito. Va detto con precisione: è ancorata al valore dell’affare e non a una percentuale di quanto incassato, perché il patto di quota lite è vietato dalla legge professionale.
Tariffa a fasi
Compensi articolati per fase — stragiudiziale, monitoria, esecutiva — sui parametri del d.m. 55/2014. Adatto a portafogli disomogenei, dove ogni posizione fa storia a sé.
La formula si sceglie dopo aver visto i numeri reali: quante posizioni, di che importo medio, verso quali debitori, con che documentazione a supporto. Il preventivo è scritto, indica che cosa è compreso e che cosa no, e viene concordato prima di qualsiasi attività. Tutti gli importi indicati ai clienti sono al lordo di spese generali, cassa forense e IVA.
Che cosa ricevi a ogni rendiconto
Elenco delle posizioni affidate con lo stato aggiornato di ciascuna
Importi incassati nel periodo e importi ancora scoperti
Scadenze in avvicinamento: prescrizioni, termini processuali, udienze
Le decisioni che aspettano te, con la raccomandazione dello Studio e le sue ragioni
La pagina generale sul recupero legale del credito resta il riferimento per il singolo incarico: qui si parla di gestione ricorrente.
Domande frequenti sul recupero crediti continuativo
Non c’è una soglia. Conviene quando gli insoluti sono ricorrenti e il tempo speso a decidere caso per caso — o a non decidere — costa più del servizio. Con pochi crediti ma di valore alto, spesso è più sensato il singolo incarico.
Il preventivo è costruito sul tuo flusso: numero di posizioni, valore medio, tipo di debitore, documentazione disponibile. Le formule possibili sono canone periodico, forfait per fascia di valore, componente legata al risultato e tariffa a fasi sui parametri del d.m. 55/2014. Il preventivo è scritto e concordato prima di qualsiasi attività.
Sì. Molti iniziano con lo scaduto più vecchio, quello che nessuno ha più voglia di toccare, e allargano il perimetro dopo aver visto come funziona.
Si verifica prima, non dopo. Se dalle visure e dalle banche dati emerge che l’esecuzione non ha senso economico, lo Studio lo scrive: accantonare un credito è una decisione legittima, e conoscerla per tempo evita di spendere due volte. Se il debitore è in procedura concorsuale si valuta l’insinuazione al passivo e il suo costo.
No. La competenza territoriale segue il debitore o il contratto, non la sede dello Studio: con il processo telematico le fasi monitoria ed esecutiva si seguono negli altri fori, con domiciliazione dove serve la presenza fisica.
Nelle transazioni commerciali il d.lgs. 231/2002 riconosce interessi moratori al tasso di riferimento BCE maggiorato di otto punti percentuali, un importo forfettario di 40 euro per le spese di recupero e il risarcimento del maggior danno. Nei rapporti con i consumatori valgono regole diverse e vanno verificate caso per caso.
Se il giudice lo condanna, sì, e le spese possono essere distratte a favore del difensore. Resta però la differenza fra essere titolari di un diritto e incassarlo: il recupero effettivo dipende dalla solvibilità del debitore, ed è una delle ragioni per cui la verifica preventiva conta più dell’atto.
Chiedi un preventivo su misura
Parliamo del tuo scaduto
Scrivi quante posizioni hai ferme, di che importo medio e da quanto tempo. Ti rispondiamo con una prima valutazione e con la formula di compenso che ha senso per quel flusso. Il primo esame del caso e il preventivo non hanno costi e non impegnano.
RECUPERO CREDITI CONTINUATIVO
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