Docenti precari · Carta del docente
Carta del docente ai precari: che cosa spetta oggi e che cosa si può recuperare
Per legge la Carta spetta ai supplenti annuali e, dall’anno scolastico 2025/26, anche a quelli con contratto fino al 30 giugno. Gli anni passati da precario non vengono accreditati d’ufficio: si recuperano con una richiesta e, se serve, con il ricorso al giudice del lavoro.
Verifica la tua posizione anno per anno
- Con lo strumento Che cosa ti spetta inserisci i contratti di ogni anno scolastico e vedi per quali anni la Carta spettava per legge, quali arretrati si possono chiedere e quali rischiano la prescrizione.
- Oppure scrivici con il modulo in fondo alla pagina: primo esame del caso e preventivo non hanno costi.
Novità e date da ricordare
30/01/2027Termine di legge per il decreto che fissa l’importo della Carta 2026/27: fino ad allora non ci sono nuovi accrediti; nel 2025/26 l’importo è stato di 383 euro.
15/09/2026La piattaforma della Carta è di nuovo accessibile per spendere i residui degli anni precedenti e le somme riconosciute con sentenza.
500 €
tetto annuo previsto dalla legge (l. 207/2024)
383 €
importo fissato per l’anno 2025/26
30 giugno
supplenti inclusi dal 2025/26 (d.l. 127/2025)
5 anni
prescrizione, secondo Cass. n. 29961/2023
Chi ha diritto alla Carta oggi
Ne hanno diritto
Docenti di ruolo, anche part-time e neoassunti
Supplenti annuali con contratto al 31 agosto (l. 207/2024, art. 1, commi 572-574)
Supplenti con contratto fino al 30 giugno, dal 2025/26 (d.l. 9 settembre 2025, n. 127, art. 3, comma 5-bis)
Personale educativo di convitti ed educandati
Restano fuori
Supplenti brevi e saltuari: la posizione si valuta caso per caso
Personale ATA
Docenti delle scuole paritarie
L’importo annuo è fissato ogni anno con decreto, entro il tetto di 500 euro: per il 2025/26 è stato di 383 euro. Dal 2025/26 l’acquisto di hardware e software è ammesso alla prima erogazione e poi una volta ogni quattro anni.
Gli arretrati degli anni da precario
Le norme del 2024 e del 2025 valgono per il futuro. Per gli anni precedenti, la Corte di giustizia UE (ordinanza 18 maggio 2022, causa C-450/21) e la Cassazione (sentenza n. 29961 del 27 ottobre 2023) hanno riconosciuto che escludere i supplenti annuali e quelli fino al termine delle attività didattiche era discriminatorio.
Sei ancora nella scuola
Precario o nel frattempo di ruolo
Si chiede l’attribuzione della Carta per gli anni scoperti
Prescrizione di cinque anni: gli anni più vecchi si perdono uno alla volta
Prima si interrompe la prescrizione, poi si valuta il ricorso
Sei uscito dalla scuola
Non più in servizio
La Carta non può più essere attribuita
La tutela diventa risarcitoria
Prova e termini si valutano sulla singola posizione
Come si procede
1
Raccogli contratti di supplenza e certificati di servizio di ogni anno.
2
Si ricostruisce, anno per anno, che cosa spettava e che cosa è ancora esigibile.
3
Si invia una diffida al Ministero, che interrompe la prescrizione.
4
Se la richiesta non viene accolta, si propone ricorso al giudice del lavoro.
Domande frequenti
No. Dal 2025/26 la Carta spetta per legge anche ai supplenti con contratto fino al 30 giugno. Il ricorso serve per gli anni precedenti, non riconosciuti d’ufficio.
Sì, entro la prescrizione di cinque anni. Si verifica anno per anno il tipo di contratto e il servizio prestato.
La legge non le comprende. Le possibilità di una richiesta dipendono dalla durata e dalla continuità del servizio, e si valutano sui contratti.
Il primo esame del caso e il preventivo non hanno costi. Il preventivo è scritto, sui parametri del d.m. 55/2014, e si concorda prima di cominciare.
Il primo esame del caso e il preventivo non hanno costi: servono a capire se possiamo seguire la pratica, quale attività serve e quanto costa. Non comprendono un parere su chi ha ragione o su cosa fare. Per quello c’è la consulenza: un incontro con l’Avvocato, in studio o online, a pagamento, con il costo comunicato prima.
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Gli altri diritti del personale precario
Ferie non godute, ricostruzione di carriera e servizio pre-ruolo hanno termini autonomi.