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Sequestro cane maltrattamento: come riprenderlo subito - Studio Legale MP - Verona

La telefonata arriva mentre sei al lavoro. Gli agenti sono già andati a casa, hanno preso i tuoi cani e ti dicono che c'è un decreto del Pubblico Ministero. Qualcuno li ha denunciati per maltrattamento. Da quel momento hai ore — non settimane — per muoverti nel modo giusto. L'impugnazione del sequestro cane per maltrattamento segue regole precise, con scadenze che non perdonano e con una novità giurisprudenziale che — non a caso — nasce proprio a Verona.

Cosa succede nelle prime ore dopo il sequestro del cane

Quando la polizia giudiziaria (o i Carabinieri, o la Guardia di Finanza) sequestra un animale per ipotesi di reato ex art. 544-ter cod. pen. — il maltrattamento di animali, cioè la condotta di chi sottopone un animale a sevizie, comportamenti insopportabili o condizioni di detenzione incompatibili con la sua natura — il proprietario si trova davanti a due provvedimenti distinti che spesso arrivano a stretto giro.

Il primo è il decreto di perquisizione e sequestro probatorio, emesso dal Pubblico Ministero: è il provvedimento con cui l'animale viene materialmente portato via. Il secondo, che può seguire anche di pochi giorni, è il decreto di affidamento definitivo ai sensi dell'art. 260-bis cod. proc. pen. — norma introdotta dalla Legge 6 giugno 2025, n. 82, in vigore dal 1° luglio 2025 — con cui l'autorità giudiziaria affida l'animale in via definitiva a un'associazione abilitata (come LAV, ENPA o simili), previo versamento da parte dell'associazione di una cauzione il cui importo viene fissato caso per caso tenendo conto del tipo di animale e dei costi di gestione previsti.

Questi due atti vanno impugnati insieme, e subito.

Come faccio a riavere il mio cane sequestrato dalla polizia?

Lo strumento è il riesame del sequestro davanti al Tribunale del Riesame, cioè il collegio di tre giudici che controlla la legittimità dei provvedimenti cautelari disposti nella fase delle indagini. La richiesta va depositata entro dieci giorni dalla data in cui il proprietario ha avuto conoscenza del decreto di sequestro (art. 324 cod. proc. pen.). Non dalla data dell'esecuzione materiale, non da quella in cui si riceve la notifica formale: dalla conoscenza effettiva. È un termine che nelle pratiche che seguiamo vediamo scadere prima del previsto proprio perché i clienti aspettano di "capire come stanno le cose".

Il Tribunale del Riesame ha poi quindici giorni di tempo per pronunciarsi. Se ritiene che manchi il fumus commissi delicti — cioè il fumo del reato, la soglia minima di plausibilità che un reato sia stato commesso — annulla il sequestro e ordina la restituzione dell'animale.

Qui entra in gioco il punto che distingue questo articolo da qualsiasi altra guida online.

Il precedente di Verona: sequestro e affidamento si impugnano insieme

La sentenza Cass. Pen., Sez. III, 8 aprile 2026, n. 12805 (camera di consiglio 18 febbraio 2026, Pres. Andreazza, Rel. Badas, Ric. Associazione LAV Lega Anti Vivisezione ETS) origina proprio da un caso trattato davanti al Tribunale del Riesame di Verona. I fatti: il PM aveva emesso un decreto di sequestro probatorio il 7 agosto 2025 nei confronti del proprietario di due cani; dieci giorni dopo, l'18 agosto 2025, aveva disposto l'affidamento definitivo dei due animali alla LAV sezione di Verona. Il proprietario aveva impugnato entrambi i provvedimenti. Il Tribunale del Riesame di Verona aveva annullato sia il sequestro sia il decreto di affidamento, ordinando la restituzione dei cani — perché i controlli veterinari avevano accertato l'ottimo stato di salute e le buone condizioni igieniche degli animali. La LAV aveva quindi proposto ricorso per cassazione, sostenendo che la sua decisione fosse abnorme.

La Corte di Cassazione ha chiarito che il decreto di affidamento definitivo di animali sequestrati, previsto dall'art. 260-bis cod. proc. pen., non costituisce un atto abnorme ed è soggetto a riesame unitamente al decreto di sequestro a cui è funzionalmente collegato, poiché la sua "definitività" rileva solo una volta decorsi i termini per l'impugnazione.

Tradotto in concreto: se il proprietario impugna il sequestro nel termine di dieci giorni, porta davanti al Tribunale del Riesame entrambi i provvedimenti. Il Tribunale può — e deve — esaminarli insieme. Se il sequestro cade perché manca il fumo di reato, anche l'affidamento viene meno. L'animale torna a casa.

L'associazione animalista può opporsi alla restituzione del mio animale?

No — almeno non nella sede del riesame, se non ha proposto lei stessa l'impugnazione. Ai fini del procedimento di riesame, l'obbligo di avviso della fissazione dell'udienza camerale sussiste esclusivamente nei confronti del pubblico ministero, del difensore e del soggetto proponente la richiesta, con esclusione dei terzi interessati, comprese le associazioni protettrici degli animali già individuate come affidatarie che non abbiano proposto l'impugnazione; tale omissione non determina alcuna nullità.

L'associazione affidataria, dunque, non ha diritto di essere avvisata dell'udienza di riesame se a promuovere il ricorso è il proprietario. Non può intervenire in quella sede per bloccare la restituzione. Potrà far valere le proprie ragioni in altri momenti processuali, ma non lì.

Questo chiarisce un punto che molti proprietari — e, va detto, molti avvocati non specializzati in questo settore — ignorano: la presenza dell'associazione come affidataria non paralizza il diritto del proprietario di impugnare e ottenere la restituzione.

Entro quanto tempo si può fare riesame del sequestro di un animale?

Il termine è di dieci giorni dalla conoscenza del provvedimento, come detto sopra. La richiesta va depositata presso la cancelleria del Tribunale del Riesame competente — quello del capoluogo del distretto di corte d'appello in cui ha sede l'ufficio del giudice che ha emesso il provvedimento impugnato. A Verona, quindi, la richiesta si deposita al Tribunale del Riesame di Verona. Il collegio ha quindi quindici giorni per pronunciarsi: in tutto, dal sequestro alla decisione, si parla di circa 25 giorni nei casi ordinari.

Sul fronte dell'affidamento, il provvedimento di rigetto dell'istanza dei soggetti indicati è impugnabile nel termine di trenta giorni. Questo riguarda il caso in cui sia il proprietario o un'associazione a chiedere l'affidamento e questa richiesta venga respinta: in quel caso il termine è più lungo.

Cosa valuta il Tribunale del Riesame: il fumo di reato e lo stato degli animali

Il Tribunale verifica essenzialmente due cose. Prima, se esistono elementi concreti che supportino l'ipotesi di maltrattamento: referti veterinari, sopralluoghi, fotografie, testimonianze. Nel caso veronese all'origine della sentenza della Cassazione, il Tribunale del Riesame aveva annullato il provvedimento ordinando la restituzione dei cani al proprietario, poiché i controlli veterinari avevano accertato l'ottimo stato di salute e le buone condizioni igieniche degli animali.

Seconda verifica: il pericolo nel ritardo, cioè se restituire l'animale esporrebbe quest'ultimo a un rischio immediato e concreto. Se il veterinario attesta buone condizioni dell'animale e non emergono situazioni di pericolo attuale, il sequestro perde la sua ragione cautelare.

Un elemento che il difensore deve portare all'udienza è la documentazione veterinaria autonomamente raccolta: visite precedenti, vaccinazioni, eventuali certificazioni di benessere dell'animale. Non si parte mai da zero.

I rischi concreti che nessuno vi dice

Vigilantibus iura subveniunt: il diritto soccorre chi vigila. Chi attende che "si sistemi da solo" rischia di perdere il termine per il riesame e di ritrovarsi con un decreto di affidamento definitivo che nel frattempo è diventato intoccabile — perché la "definitività" del decreto ex art. 260-bis, come chiarito dalla Cassazione, vale proprio una volta scaduti i termini di impugnazione.

C'è poi un altro rischio meno noto. Quando si procede per i delitti contro gli animali — consumati o tentati — l'indagato, imputato o proprietario non può abbattere o alienare a terzi gli animali, anche qualora sugli stessi non sussista il vincolo cautelare del sequestro, fino alla sentenza definitiva. Questo significa che, anche se il sequestro viene annullato e l'animale torna dal proprietario, l'indagato non può cederlo a terzi fino alla fine del processo. Un vincolo che può durare anni.

Vale inoltre ricordare che la Cassazione, con la sentenza Cass. Pen., Sez. III, 5 agosto 2026, n. 29766 (udienza pubblica 24 giugno 2026, Pres. Ramacci, Rel. Macrì, Ric. Setzu), ha confermato che la difesa basata sullo "stato di necessità" per uccidere animali altrui è una strada quasi sempre sbarrata: vendicarsi nei confronti del vicino di pascolo uccidendogli due cani a causa del ferimento di una propria pecora ricade pienamente nell'ipotesi penalmente rilevante di cui all'art. 544-bis cod. pen. Il principio vale anche a contrario: chi subisce un sequestro deve difendersi nelle sedi giuste — il riesame — non con comportamenti che possono aggravare la propria posizione penale.

Nota di pratica

Nelle pratiche che seguiamo, l'errore più frequente non è il ritardo nel depositare la richiesta di riesame — anche se capita — ma la presentazione senza documentazione veterinaria adeguata. Il Tribunale del Riesame decide in fretta e sulla base di quello che gli viene portato. Un fascicolo ben costruito, con perizia veterinaria indipendente, fotografie datate delle condizioni di vita dell'animale e, dove possibile, dichiarazioni di vicini o di chi frequenta regolarmente l'animale, fa una differenza concreta sull'esito dell'udienza.

Come osservava Luigi Einaudi — che non era un giurista, ma sapeva cosa significano le conseguenze delle decisioni prese senza tempo — "il problema non è fare la cosa giusta, è farla nel momento giusto." Nel riesame, il momento giusto è entro i primi dieci giorni.

Domande frequenti

Posso nominare un avvocato subito dopo che hanno sequestrato il mio cane?
Sì, ed è la prima cosa da fare. L'avvocato può esaminare il decreto di sequestro, verificare se ci sono vizi formali o sostanziali, raccogliere la documentazione veterinaria necessaria e depositare la richiesta di riesame nel termine di dieci giorni. Prima lo si interpella, più tempo c'è per costruire un fascicolo solido.

Se il riesame va a mio favore, devo aspettare o mi restituiscono il cane subito?
L'annullamento del sequestro da parte del Tribunale del Riesame ha effetto immediato: il decreto di affidamento cade insieme al sequestro e l'animale va restituito. I tempi pratici dipendono dalla struttura dove è detenuto l'animale, ma l'ordine di restituzione è esecutivo dal momento in cui viene emesso.

L'associazione che ha in custodia il mio cane può rifiutarsi di restituirlo?
No, se c'è un provvedimento del Tribunale del Riesame che ordina la restituzione. L'associazione affidataria non ha diritto di avviso dell'udienza se non ha proposto impugnazione, e non può opporsi all'esecuzione del provvedimento giurisdizionale. Eventuali contestazioni dell'associazione vanno fatte valere in altre sedi processuali, non bloccando la consegna dell'animale.

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Autore: Redazione - Staff Studio Legale MP


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