È arrivato un decreto ingiuntivo: il tempo è già partito
Il decreto ingiuntivo non è una lettera di sollecito: è un provvedimento del giudice che ordina di pagare, emesso senza che tu sia stato sentito. La legge ti concede quaranta giorni dalla notifica per dire la tua. Se li lasci passare, il decreto diventa definitivo e la discussione su quel debito è chiusa per sempre, anche se avevi ragione.
Lo Studio Legale MP di Verona assiste chi riceve un’ingiunzione in tutte le fasi: valutazione dei motivi, istanza di sospensione, giudizio di opposizione e trattativa parallela, che spesso è la via più conveniente.
40 giorni
il termine per proporre opposizione, dalla notifica
10 giorni
quelli che restano dopo il precetto, prima del pignoramento
90 giorni
oltre i quali il precetto perde efficacia
Subito
il momento giusto per chiedere la sospensione
Che cosa si può contestare
Il credito non esiste o è stato pagato
Pagamenti già effettuati, note di credito, compensazioni, acconti mai conteggiati. Capita più spesso di quanto si creda: il decreto si basa su documenti forniti da una sola parte.
Il credito è prescritto
Ogni tipo di credito ha il suo termine. Se è decorso, l’eccezione va sollevata nell’opposizione: il giudice non la rileva da solo.
Manca la prova scritta
Il decreto si ottiene solo con prove scritte precise. Estratti contabili incompleti, fatture senza contratto o senza riscontro della consegna sono terreno di contestazione.
Il conteggio è sbagliato
Interessi applicati oltre il dovuto, capitalizzazioni non consentite, spese non pattuite. Qui l’opposizione parziale è spesso più efficace di quella totale.
Come si svolge l’opposizione
1
Lettura degli atti e del termine
Prima cosa: la data di notifica e il conteggio dei quaranta giorni. Poi il decreto e i documenti allegati dal creditore, che dicono quanto è solida la sua posizione.
2
Decisione: opporsi, trattare o pagare
Sono tre strade, e non sempre la prima è la migliore. Se il credito è fondato, una definizione transattiva costa meno di una causa persa. Questa valutazione va fatta prima, e messa per iscritto.
3
Atto di opposizione
L’opposizione si propone con citazione davanti allo stesso ufficio giudiziario che ha emesso il decreto, nel rispetto dei termini a comparire. Con lo stesso atto si chiede, se serve, la sospensione dell’esecuzione provvisoria.
4
Mediazione, dove prevista
Nelle materie in cui è condizione di procedibilità, il procedimento si sospende in attesa della mediazione: l’onere di attivarla è del creditore, con le conseguenze che spiegano le Sezioni Unite.
5
Istruttoria e decisione
Il giudizio prosegue come una causa ordinaria: prove, eventuale consulenza tecnica, sentenza. Il decreto può essere revocato del tutto, ridotto, o confermato.
Muoviti subito se
La notifica è recente: ogni giorno perso è tempo tolto alla difesa
Il decreto è già provvisoriamente esecutivo
È arrivato anche il precetto
Il credito riguarda un rapporto bancario o finanziario, dove i conteggi vanno verificati
Valuta bene prima se
Il debito è pacifico e documentato
L’importo è modesto rispetto al costo di una causa
Esiste margine per un accordo a saldo
I debiti sono molti: allora la risposta può essere un’altra, vedi la pagina sul sovraindebitamento
Domande frequenti sull’opposizione a decreto ingiuntivo
Quaranta giorni dalla notifica del decreto. È un termine perentorio: scaduto, il decreto diventa definitivo e non si discute più se il debito esiste. Il conteggio parte dalla notifica, non dal giorno in cui si è aperta la busta.
Il giudice dichiara esecutivo il decreto. Da quel momento il creditore può notificare il precetto e, dopo dieci giorni, procedere al pignoramento di conto corrente, stipendio o beni.
Sì, presentando istanza di sospensione nel giudizio di opposizione. Il giudice la accoglie in presenza di gravi motivi — per esempio quando l’opposizione appare fondata già dai documenti. Va chiesta subito, non alla prima udienza utile.
Nelle materie in cui la mediazione è condizione di procedibilità, l’onere di attivarla grava sul creditore opposto, non su chi ha proposto opposizione: lo hanno stabilito le Sezioni Unite della Cassazione con la sentenza n. 19596 del 2020. Se il creditore non la attiva, l’opposizione non si estingue: viene meno il decreto.
Che il credito non esiste o è già stato pagato; che è prescritto; che manca la prova scritta su cui il decreto si fonda; che il contratto è nullo o che gli interessi applicati non sono dovuti; che l’importo è diverso. Si può anche contestare solo una parte: l’opposizione parziale è spesso la scelta più realistica.
Il preventivo si fa a vista degli atti, sui parametri del d.m. 55/2014, e viene concordato prima di iniziare. Sulle spese decide il giudice: chi perde di regola le rifonde, e un’opposizione manifestamente infondata espone anche alla condanna per lite temeraria. Per questo il primo passo è sempre capire se l’opposizione ha basi.
Fai valutare il tuo decreto
Hai ricevuto un decreto ingiuntivo?
Indica la data della notifica, l’importo e chi è il creditore. Ti rispondiamo dicendo se ci sono motivi di opposizione e quanto tempo resta. Il primo esame del caso e il preventivo non hanno costi e non impegnano.
OPPOSIZIONE A DECRETO INGIUNTIVO
Pagine collegate
Il decreto ingiuntivo è un passaggio dentro un percorso più lungo: a monte c’è il credito, a valle l’esecuzione.