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Compliance · Intelligenza artificiale
Usate l’intelligenza artificiale in azienda? Ecco che cosa chiede oggi la legge
Il Regolamento europeo sull’intelligenza artificiale (AI Act) e la legge italiana 132/2025 riguardano già molte imprese e tutti i professionisti. Non serve spegnere gli strumenti: serve sapere quali si usano, per che cosa e con quali dati, e metterlo per iscritto.
2 feb 2025
formazione del personale e pratiche vietate (AI Act, artt. 4 e 5)
10 ott 2025
entrata in vigore della legge 132/2025
2 ago 2026
obblighi di trasparenza (art. 50 AI Act)
15 mln €
o il 3% del fatturato: la sanzione massima per la trasparenza

Gli obblighi già applicabili

Formazione del personale
Art. 4 AI Act
Chi usa sistemi di IA deve assicurare che il personale abbia competenze sufficienti per usarli. Conviene documentare formazione e regole interne.
Trasparenza
Art. 50 AI Act
Chatbot che dialogano con i clienti, testi, immagini o video generati o modificati con l’IA: chi li incontra va informato in modo chiaro, al più tardi alla prima interazione.
Lavoratori
Art. 11 l. 132/2025
Il datore di lavoro deve informare i dipendenti quando usa sistemi di IA nella gestione del rapporto, ad esempio per selezione, valutazione o organizzazione.
Professionisti
Art. 13 l. 132/2025
L’IA può essere solo un supporto: il lavoro intellettuale deve prevalere. Il cliente va informato sui sistemi usati, con un linguaggio chiaro.
Dati personali
GDPR
Base giuridica e informative, valutazione d’impatto se il trattamento è ad alto rischio (art. 35), contratti con i fornitori che trattano dati per conto dell’azienda (art. 28).
Per i sistemi ad alto rischio, come quelli usati per selezionare il personale o valutare il merito di credito, gli obblighi sono più pesanti e le scadenze sono scaglionate: si verificano sul singolo sistema.

Cosa fare in pratica

1
Mappare gli strumenti di IA in uso, compresi quelli gratuiti che i dipendenti usano di propria iniziativa.
2
Classificare il rischio di ciascun sistema ed escludere le pratiche vietate.
3
Adottare una policy aziendale sull’uso dell’IA e una formazione documentata.
4
Preparare le informative per clienti, lavoratori e interessati.
5
Rivedere i contratti con i fornitori: dati, riservatezza, proprietà degli output, responsabilità.
6
Aggiornare il Modello 231 e i controlli interni, se l’azienda li ha adottati.

Domande frequenti

Sì. Chi usa un sistema di IA nella propria attività è un «deployer»: deve curare la formazione del personale, rispettare la trasparenza quando i contenuti arrivano al pubblico e, se tratta dati personali, il GDPR.

Il professionista sì, per l’art. 13 della legge 132/2025. L’impresa deve farlo quando il cliente dialoga con un chatbot o riceve contenuti generati dall’IA (art. 50 AI Act).

Per gli obblighi di trasparenza l’AI Act prevede sanzioni fino a 15 milioni di euro o al 3% del fatturato mondiale. Si aggiungono le sanzioni del GDPR e, per i professionisti, i profili disciplinari e di responsabilità civile.

Violazione della riservatezza e dei dati personali, con possibili responsabilità verso clienti e interessati. Una policy chiara, la formazione e la scelta di strumenti con garanzie contrattuali riducono il rischio.

Il primo esame e il preventivo sono gratuiti e senza impegno. Il compenso si concorda per iscritto prima di cominciare.

Percorsi collegati
La compliance sull’intelligenza artificiale si collega agli altri presìdi dell’impresa:

INTELLIGENZA ARTIFICIALE IN AZIENDA

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