Espropri, dovuta l’indennità aggiuntiva al coltivatore diretto anche in caso di decreto di acquisizione sanante

Cassazione civile sez. I, 22/03/2021, n.7975: va riconosciuta l’indennità aggiuntiva al coltivatore diretto anche in caso di decreto di acquisizione sanante.

Temi chiave:

ESPROPRIAZIONE PER PUBBLICO INTERESSE (O UTILITA’) – PROCEDIMENTO – LIQUIDAZIONE DELL’INDENNITA’ – DETERMINAZIONE (STIMA) – IN GENERE Espropriazione per pubblica utilità – Acquisizione sanante ex art. 42 bis del d.P.R. n. 327 del 2001 – Area coltivata da coltivatore diretto – Indennità aggiuntiva ex art. 17 della l. n. 865 del 1971 – Ammissibilità – Fondamento.

Massima (fonte massimario Cassazione): In caso di espropriazione per pubblica utilità conclusasi tramite l’adozione del decreto di acquisizione sanante ex art. 42 bis del d.P.R. n. 327 del 2001, deve riconoscersi in favore del proprietario coltivatore diretto dell’area l’indennità aggiuntiva di cui all’art. 17 della l. n. 865 del 1971, possedendo quest’ultima una funzione compensativa del pregiudizio provocato all’attività lavorativa, ulteriore ed autonoma sia rispetto al valore della proprietà perduta, sia rispetto alla
componente non patrimoniale, forfettariamente liquidata dall’art. 42 bis nella misura del dieci per cento del valore venale del bene.

Riferimenti normativi: Legge 22/10/1971 num. 865 art. 17 CORTE COST., DPR 08/06/2001 num. 327 art. 40 CORTE COST., DPR 08/06/2001 num. 327 art. 42 bis CORTE COST.

Avatar

Avv. Marco Panato, avvocato del Foro di Verona e Dottore di Ricerca in Diritto ed Economia dell’Impresa – Discipline Interne ed Internazionali - Curriculum Diritto Amministrativo (Dipartimento di Scienze Giuridiche, Università degli Studi di Verona).E' autore di pubblicazioni scientifiche in materia giuridica, in particolare nel ramo del diritto amministrativo.Si occupa anche di docenza ed alta formazione.