Protesta chi vive nelle case vicine ai supertreni

«Finora non è stato affrontato il nodo degli indennizzi» – espropri e TAV trattati da L’Arena (articolo 30.05.2021)

Da L’Arena – edizione 30.05.2021

Risarcimenti espropri, Treni Alta Velocità, disagi – L’Arena (articolo 30.05.2021)

Costretti a vivere sotto un ponte più alto del tetto delle loro case ma senza che nessuno sembri pensare al deprezzamento che subiranno le loro abitazioni, né al peggioramento della loro qualità di vita.

«Straordinaria attivazione del consorzio Iricav due per la definizione degli espropri di terreni ed edifici che si trovano nella futura area di sedime del tracciato dell’Alta velocità/Alta capacità, nulla invece per gli indennizzi destinati ai proprietari delle abitazioni di San Bonifacio che saranno lambite dalla ferrovia sopraelevata». La denuncia a due voci è portata avanti dagli avvocati Andrea Molinaro e Marco Panato. Sintetizzano la posizione dei 25 proprietari, il 10 per cento del totale dei sambonifacesi interessati, dai quali hanno ricevuto il mandato di tutelare i loro interessi. Parrebbe, semplificando, che i supertreni corrano a due velocità e cioè speditissimi sugli espropri, mentre sugli indennizzi per le proprietà che non si intende demolire ma che risentiranno della nuova infrastruttura ferroviaria sono invece inchiodati in stazione.

«La tratta più devastata è quella dell’attraversamento della strada provinciale 27, a Lobia: sei dei nostri assistiti abitano in case che si ritroveranno al massimo a 20 metri in linea d’aria dal tracciato e abbiamo anche il caso di un’abitazione distante meno di 10 metri. Alcuni di loro», spiegano i legali, «sono gli sventurati che si ritroveranno con la ferrovia che corre sopra la loro testa. Di ciò che questo rappresenterà per la loro qualità di vita e del deprezzamento al quale inevitabilmente le loro case andranno incontro nessuno parla. Vediamo i tecnici di Iricav due a cadenza quindicinale e l’unica risposta che ci viene data è che Rete ferroviaria italiana non ha fornito ancora alcuna indicazione e che, comunque, si seguiranno le procedure di legge. Lo riteniamo inaccettabile perché qui si rende di fatto impossibile alle persone programmare alcunché relativamente al proprio futuro».

Si dicono disorientati gli avvocati Molinaro e Panato: «Lo siamo non solo perché su espropri di terreni ed edifici si procede spediti e con un dialogo vero che tiene conto delle situazioni oggettive; ma anche perché sono iniziati solo oggi in alcune abitazioni i rilievi del monitoraggio sulle vibrazioni, durante il cantiere e a tracciato operativo. Non riusciamo a capire quale sia il criterio guida di una valutazione che arriva, oltre tutto, con una tempistica assolutamente tardiva».

Di ciò che sta succedendo i legali hanno informato un mese fa anche il Comune di San Bonifacio e l’auspicio è che, sollecitata da più fronti, Rfi affronti concretamente il tema.

Le operazioni preliminari all’insediamento del cantiere intanto proseguono e dopo i picchetti sono arrivate anche le lunghe reti, stese negli ultimi giorni parallelamente alla Porcilana nei pressi dell’incrocio tra la strada di Circonvallazione e via Masetti. È la delimitazione dell’area che sarà interessata a sondaggi, indagini e carotaggi finalizzati all’individuazione nei terreni di eventuali ordigni bellici eredità della seconda guerra mondiale e reperti di carattere archeologico.

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Avv. Marco Panato, avvocato del Foro di Verona e Dottore di Ricerca in Diritto ed Economia dell’Impresa – Discipline Interne ed Internazionali - Curriculum Diritto Amministrativo (Dipartimento di Scienze Giuridiche, Università degli Studi di Verona).E' autore di pubblicazioni scientifiche in materia giuridica, in particolare nel ramo del diritto amministrativo.Si occupa anche di docenza ed alta formazione.