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IMI · Fondo per il ristoro
Internati militari italiani: che cosa si può fare oggi
Il Fondo istituito dall’art. 43 del d.l. 36/2022 paga i risarcimenti riconosciuti con sentenza definitiva alle vittime dei crimini del Terzo Reich e ai loro eredi. I termini per avviare nuove cause sono stati prorogati più volte e risultano scaduti: per chi ha già agito restano da seguire la causa, la sentenza e la domanda al Fondo.

Come funziona il Fondo

Il Fondo è istituito presso il Ministero dell’economia e delle finanze. Ristora i danni subiti dalle vittime di crimini di guerra e contro l’umanità compiuti dalle forze del Terzo Reich, sul territorio italiano o in danno di cittadini italiani, tra il 1° settembre 1943 e l’8 maggio 1945. Tra loro ci sono gli internati militari italiani catturati dopo l’8 settembre 1943.

Il Fondo non paga a semplice richiesta: paga gli importi liquidati con sentenza passata in giudicato nelle cause promosse contro la Repubblica Federale di Germania entro i termini di legge. Condizioni e procedura di accesso sono fissate dal decreto del 28 giugno 2023 del Ministero dell’economia, con i Ministeri degli esteri e della giustizia, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 1° luglio 2023.

La Corte costituzionale, con la sentenza n. 159 del 2023, ha ritenuto non fondate le questioni sollevate sul meccanismo: l’esecuzione forzata contro la Germania resta preclusa e il pagamento passa dal Fondo.

I termini per agire

180 giorni
il termine originario per avviare le cause, dall’entrata in vigore del d.l. 36/2022
28 giugno 2023
la scadenza fissata dalla prima proroga (l. 14/2023)
Scaduti
oggi i termini per nuove azioni, dopo le ulteriori proroghe
Prima di escludere una posizione si controlla se una causa era già stata promossa da un familiare o da altri eredi, e se sono intervenute riaperture normative. È il primo punto del primo esame.

Che cosa si può fare

Causa in corso
Seguirla fino alla sentenza definitiva
Prova della cattura, dell’internamento e del lavoro coatto
Difese rispetto alle eccezioni dell’Avvocatura dello Stato
Subentro degli eredi se la parte è deceduta
Sentenza definitiva
Chiedere il pagamento al Fondo
Verifica del giudicato e degli importi liquidati
Domanda secondo il decreto del 28 giugno 2023
Controllo dei tempi e degli esiti della domanda
Eredi
La posizione si ricostruisce anche sul piano successorio
Chi è erede e per quale quota
Accettazione dell’eredità e documenti
Coordinamento tra più eredi

I documenti utili

Foglio matricolare o stato di servizio del militare
Documenti sull’internamento: tessere, lettere, attestazioni, ricerche d’archivio
Atti dello stato civile e documenti della successione
Atti della causa già promossa e sentenza, se presenti

Domande frequenti

I termini fissati dall’art. 43 del d.l. 36/2022 per avviare nuove azioni sono stati prorogati più volte e risultano scaduti. Si verifica comunque se una causa era già stata promossa da altri familiari e se esistono riaperture normative successive.

Gli eredi possono proseguire il giudizio. Occorre ricostruire chi è erede e per quale quota, e depositare i documenti necessari per il subentro.

No. L’esecuzione contro la Repubblica Federale di Germania è preclusa: le somme liquidate con sentenza definitiva vengono pagate dal Fondo, secondo la procedura del decreto del 28 giugno 2023.

Il primo esame della posizione e il preventivo non hanno costi. L’assistenza successiva è a titolo oneroso, con il compenso concordato per iscritto prima di cominciare.

Il primo esame del caso e il preventivo non hanno costi: servono a capire se possiamo seguire la pratica, quale attività serve e quanto costa. Non comprendono un parere su chi ha ragione o su cosa fare. Per quello c’è la consulenza: un incontro con l’Avvocato, in studio o online, a pagamento, con il costo comunicato prima.

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IMI E FONDO PER IL RISTORO

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