Cookie Consent by Free Privacy Policy Generator
Studio Legale MP - Verona logo
Nomine dei Primari Ospedalieri: concorso pubblico e TAR – la svolta del Consiglio di Stato - Studio Legale MP - Verona

«La cosa più bella è la giustizia. La più desiderabile è la salute…» – Teognide (VI sec. a.C.)

Un cambio di paradigma nelle nomine dei direttori sanitari

La sentenza del Consiglio di Stato n. 8344/2024 rivoluziona le regole sulle nomine dei primari ospedalieri (direttori di struttura complessa), trasformando la procedura in un vero concorso pubblico e spostando le controversie sotto la giurisdizione del giudice amministrativo (TAR). Ecco cosa cambia per medici e aziende sanitarie, tra novità normative, pronunce giurisprudenziali e implicazioni pratiche - in attesa delle Sezioni Unite (2025)

 

Vecchie regole: nomina fiduciaria e giudice ordinario

Fino a poco tempo fa, la nomina di un primario ospedaliero (formalmente direttore di struttura sanitaria complessa) seguiva un iter particolare, a metà tra concorso e scelta fiduciaria. La legge prevedeva infatti una procedura in due fasi: prima una commissione di esperti valutava i candidati dichiarandone alcuni idonei, senza formare una vera graduatoria; poi il Direttore Generale dell’azienda sanitaria sceglieva discrezionalmente a quale idoneo conferire l’incarico, in base a criteri anche fiduciari.

Questa forte discrezionalità comportava conseguenze sul piano giuridico: si riteneva che non esistesse un diritto soggettivo alla nomina per gli idonei e che tutta la procedura avesse natura privatistica, interna al rapporto di lavoro. Di conseguenza, le liti sulla mancata nomina di un primario venivano attribuite al giudice ordinario (sezione lavoro). Le Sezioni Unite della Cassazione hanno più volte confermato questo orientamento: ad esempio, con l’ordinanza n. 4773/2023 hanno ribadito che il conferimento dell’incarico di struttura complessa, proprio perché caratterizzato da una scelta fiduciaria dominante, non ha natura concorsuale e rientra nella giurisdizione ordinaria.

In sintesi, fino al 2023 la regola era chiara: la nomina del primario veniva trattata come una promozione interna decisa dall’ente datore di lavoro pubblico, e i ricorsi andavano proposti al giudice del lavoro.

 

La riforma del 2022: verso un concorso pubblico in sanità

Il quadro è cambiato con una novità legislativa di grande rilievo. La legge 5 agosto 2022, n. 118 ha modificato la disciplina delle nomine dei direttori di struttura complessa (art. 15 del d.lgs. 502/1992), introducendo elementi tipici del concorso pubblico.

Le innovazioni principali:

Commissione sorteggiata a livello nazionale: la commissione esaminatrice include tre direttori di struttura complessa estratti a sorte dall’elenco nazionale.

Graduatoria vincolante: la selezione deve avvenire tramite punteggi e formazione di graduatoria, con obbligo di nominare il primo classificato.

Queste modifiche segnano il passaggio da un modello fiduciario a un modello concorsuale. La procedura per il primariato ora assomiglia a un normale concorso pubblico: aperto, basato sul merito comparativo e vincolante nel risultato.

Inoltre, la riforma ha aperto maggiormente le candidature: possono partecipare anche medici esterni all’azienda sanitaria che bandisce il posto. Il conferimento di un incarico di struttura complessa rappresenta quindi una progressione di carriera a livello superiore, soggetta alla giurisdizione amministrativa (art. 63, co. 4, d.lgs. 165/2001).

 

La sentenza del Consiglio di Stato n. 8344/2024: il TAR è competente (giurisdizione)

Alla luce della riforma, il Consiglio di Stato, Sez. III, sent. 18 ottobre 2024, n. 8344, ha stabilito che la procedura di nomina dei direttori di struttura complessa è ormai concorsuale e che le controversie appartengono al giudice amministrativo.

Due i punti chiave della decisione:

La selezione del primario è un vero concorso pubblico, con graduatoria e vincolo di nomina.

La nomina costituisce una progressione verticale, rientrante nell’art. 63 d.lgs. 165/2001, dunque soggetta alla giurisdizione amministrativa.

Salus populi suprema lex esto – il bene del popolo sia la legge suprema. Affidare al TAR il controllo di tali nomine significa garantire legalità, imparzialità e trasparenza nella scelta dei dirigenti sanitari.

 

Implicazioni pratiche per i medici e scenari futuri

La sentenza ha conseguenze pratiche rilevanti:

I medici devono impugnare la nomina di un primario davanti al TAR entro 60 giorni.

È possibile richiedere sospensive cautelari per bloccare incarichi contestati.

Le aziende sanitarie devono adeguare i propri bandi a standard di trasparenza e imparzialità concorsuale.

Sul piano giurisprudenziale, la questione non è chiusa. Il TAR Liguria, con ordinanza 12 febbraio 2025 n. 230, ha rimesso la questione alle Sezioni Unite della Cassazione (provvedimento Prima Presidenza 6 maggio 2025 n. 4771/2025) per chiarire definitivamente la giurisdizione.

Ad oggi, siamo quindi in attesa della decisione della Cassazione che potrà confermare la svolta o ripristinare la giurisdizione del giudice ordinario.

 

Conclusione

La sentenza 8344/2024 del Consiglio di Stato segna un passaggio epocale: il primariato ospedaliero è oggi un concorso pubblico vero e proprio e la tutela dei medici passa dal giudice amministrativo.

Come ricordava Teognide, giustizia e salute sono i beni supremi: garantire procedure imparziali significa assicurare al cittadino cure guidate dal merito e non da logiche di appartenenza.

Hai bisogno di assistenza o di un preventivo?

  • 29 agosto 2025
  • Marco Panato

Autore: Avv. Marco Panato


Avv. Marco Panato -

Avv. Marco Panato, avvocato del Foro di Verona e Dottore di Ricerca in Diritto ed Economia dell’Impresa – Discipline Interne ed Internazionali - Curriculum Diritto Amministrativo (Dipartimento di Scienze Giuridiche, Università degli Studi di Verona).

E' autore di pubblicazioni scientifiche in materia giuridica, in particolare nel ramo del diritto amministrativo. Si occupa anche di docenza ed alta formazione.