Inserisci una parola chiave per iniziare la ricerca
Ricerca in corso...
Contenuto realizzato con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale e revisionato dall'autore.
In Italia circolano numerosi veicoli privi di copertura assicurativa obbligatoria. Quando uno di questi provoca un sinistro, la vittima rischia di restare senza risarcimento — a meno che non si conosca con precisione lo strumento giuridico previsto per questi casi: il Fondo di Garanzia per le Vittime della Strada. Questo articolo analizza nel dettaglio come funziona il FGVS nell'ipotesi di veicolo non assicurato, quali danni copre, quali sono le insidie procedurali più frequenti e in quale direzione si sta orientando la giurisprudenza più recente. Una lettura indispensabile per chi ha subito un incidente e vuole capire come tutelare concretamente i propri diritti.
Secondo le stime diffuse negli anni dall'ANIA, i veicoli che circolano senza copertura assicurativa sono una quota non trascurabile del parco circolante. Quando uno di questi mezzi causa un incidente, la vittima si trova davanti a uno scenario che, senza una guida legale adeguata, rischia di trasformarsi in un labirinto: il responsabile è individuato e identificato, ma non ha assicurazione. Come si ottiene il risarcimento? Chi paga? Entro quali limiti? La risposta è nel Fondo di Garanzia per le Vittime della Strada.
Che cos'è il FGVS e quando interviene nel caso di veicolo non assicurato
Il Fondo di Garanzia per le Vittime della Strada — comunemente indicato con l'acronimo FGVS — è stato istituito originariamente con la legge n. 990 del 1969 ed è oggi disciplinato dagli artt. 283 e seguenti del D.Lgs. 7 settembre 2005, n. 209 (Codice delle Assicurazioni Private). È gestito dalla CONSAP S.p.A. sotto la vigilanza del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, ed è alimentato da un contributo annuale versato dalle imprese assicuratrici sul ramo RCA. Per l'anno 2026, con decreto del MIMIT del 22 dicembre 2025, tale contributo è stato confermato nella misura del 2,50% dei premi incassati.
La norma cardine è l'art. 283 del Codice delle Assicurazioni, che elenca tassativamente le ipotesi di intervento del Fondo. Tra queste, la più rilevante per la pratica quotidiana è quella prevista dalla lettera b): sinistro causato da veicolo o natante non coperto da assicurazione. In questa ipotesi — a differenza del caso di veicolo non identificato — il FGVS risarcisce sia i danni alla persona sia i danni alle cose, senza applicazione di franchigia sui danni materiali (regime vigente dopo il D.Lgs. n. 198/2007). È una tutela più ampia rispetto all'ipotesi del veicolo pirata che si dà alla fuga, per la quale i danni patrimoniali restano esclusi salvo che vi siano danni gravi alla persona, e solo per la parte che supera 500 euro (art. 283, comma 2, CAP).
La procedura di accesso al Fondo non è diretta: il danneggiato non si rivolge alla CONSAP come se fosse un'assicurazione. Il meccanismo operativo prevede che l'istruttoria e la liquidazione siano affidate a un'impresa designata dall'IVASS su base regionale, la quale gestisce la pratica come se il veicolo non assicurato fosse assicurato presso di lei, per poi farsi rifondere dalla CONSAP le somme corrisposte. L'elenco delle imprese designate per ciascuna regione è pubblicato dalla CONSAP. La richiesta di risarcimento va inviata con raccomandata all'impresa designata competente, con copia contestuale alla CONSAP (art. 287 CAP), entro il termine di prescrizione biennale previsto dall'art. 2947 c.c.
Per i sinistri causati da veicolo non assicurato, la documentazione essenziale che deve accompagnare la richiesta risarcitoria comprende obbligatoriamente copia del verbale integrale delle autorità intervenute, da cui risulti l'elevazione della contravvenzione ex art. 193 del Codice della Strada, ovvero, in assenza di intervento delle forze dell'ordine, la certificazione CONSAP che attesti la mancanza di copertura assicurativa del veicolo antagonista. Questo elemento documentale è spesso sottovalutato: molte pratiche vengono rallentate o rigettate in fase amministrativa proprio per l'incompletezza della documentazione presentata all'atto della prima richiesta.
Le criticità operative e i profili giurisprudenziali più rilevanti
Il FGVS non è un'assicurazione del veicolo, né un ente mutualistico a copertura generalizzata: è — come ha chiarito con precisione la giurisprudenza di legittimità — uno strumento pubblico di solidarietà, operante in via eccezionale e residuale. Questa natura determina conseguenze pratiche molto concrete sul piano processuale.
Il primo punto critico riguarda la natura dell'azione esperibile dal danneggiato. La Corte di Cassazione, Sez. III civile, con l'ordinanza n. 27481 del 15 ottobre 2025 ha chiarito in termini inequivocabili che l'azione diretta prevista dall'art. 141 del Codice delle Assicurazioni — quella che consente al trasportato di agire direttamente contro l'assicuratore del proprio vettore — non può essere esercitata nei confronti dell'impresa designata dal FGVS quando il veicolo sul quale era a bordo il danneggiato era privo di copertura assicurativa. Il motivo è tecnico ma dirimente: l'impresa designata dal Fondo non è qualificabile come "impresa di assicurazione del veicolo" ai sensi dell'art. 141 CdA, mancando il presupposto stesso della norma, ossia l'esistenza di un contratto assicurativo. Ne consegue che il trasportato su veicolo non assicurato deve necessariamente percorrere la via ordinaria prevista dagli artt. 283 e 287 del Codice delle Assicurazioni, con le regole sull'onere probatorio e i termini procedurali che essa comporta, senza poter ricorrere alla via semplificata dell'azione diretta.
Diversa è la situazione quando il danneggiato si trova a bordo di un veicolo regolarmente assicurato coinvolto in un sinistro con un'auto priva di polizza: in questo caso, il trasportato può avvalersi dell'azione diretta ex art. 141 nei confronti della propria compagnia, che poi eserciterà rivalsa sul FGVS. La Corte di Cassazione, Sez. III civile, con l'ordinanza n. 3118 del 7 febbraio 2025 ha ribadito espressamente questo principio, confermando che l'assicurazione del vettore ha pieno diritto di rivalsa nei confronti dell'impresa designata dal Fondo nei limiti quantitativi stabiliti dall'art. 283, commi 2 e 4, del Codice delle Assicurazioni.
Il secondo profilo critico riguarda l'onere della prova e la condotta del danneggiato nel contesto del sinistro. Sebbene nell'ipotesi di veicolo non assicurato il problema dell'identificazione del responsabile non si ponga — il mezzo e il suo proprietario sono già noti — ciò non significa che il percorso risarcitorio sia scevro da insidie probatorie. Il Tribunale di Nocera Inferiore, con la sentenza n. 173 del 21 gennaio 2026, pronunciandosi su un sinistro causato da un veicolo rimasto non identificato, ha ribadito che il danneggiato che agisce contro il Fondo deve provare che il sinistro è dipeso dalla condotta colposa dell'altro conducente e il nesso causale con il danno; nel caso la prova è stata ritenuta raggiunta e la domanda accolta. La compagnia designata, in quanto soggetto che risponde per conto di un fondo pubblico, è legittimata a opporre tutte le eccezioni che avrebbe potuto opporre il responsabile diretto, e nella pratica lo fa con regolarità.
Il terzo nodo — spesso trascurato — è quello della rivalsa post-risarcimento. Una volta che il FGVS abbia risarcito la vittima, la CONSAP ha pieno diritto di agire in regresso nei confronti del proprietario del veicolo non assicurato e del conducente responsabile, in solido tra loro ai sensi dell'art. 2054 c.c. Chi ha circolato senza assicurazione non si libera dunque dall'obbligo di rispondere patrimonialmente per i danni causati: il Fondo anticipa il risarcimento alla vittima, ma poi si rivale integralmente nei confronti del responsabile. Questo aspetto ha rilievo anche per il proprietario del veicolo che, pur non essendo stato alla guida al momento del sinistro, risponde in solido sulla base del disposto combinato dell'art. 2054, comma 3, c.c. e dell'art. 292 del Codice delle Assicurazioni.
Sul piano europeo, la Corte di giustizia (Quarta Sezione, 12 febbraio 2026, causa C-490/24) è tornata sull'art. 1 della direttiva 2009/103/CE, che impone la copertura dei danni fisici di tutti i passeggeri diversi dal conducente: la tutela delle vittime resta il filo conduttore della disciplina europea dell'RC auto.
Come recitava già Cicerone, salus populi suprema lex esto: la tutela della persona lesa da un comportamento illecito — quale è certamente la circolazione senza assicurazione — deve prevalere sulle complessità formali del sistema.
In concreto, chiunque si trovi coinvolto in un incidente con un veicolo privo di copertura assicurativa deve: raccogliere il verbale delle forze dell'ordine intervenute, conservare tutta la documentazione medica e i preventivi di spesa, individuare l'impresa designata competente per la propria regione, e presentare la richiesta formale di risarcimento entro il termine biennale sia all'impresa designata sia a CONSAP. Decorsi sessanta giorni dalla richiesta senza un'offerta adeguata, è possibile promuovere il giudizio civile (art. 287 CAP). La domanda va proposta contro l'impresa designata e, quando il veicolo non è assicurato, anche contro il responsabile del danno, che deve essere convenuto in giudizio; la CONSAP può intervenire nel processo.
Redazione - Staff Studio Legale MP