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La legge 24/2017 distingue. La struttura o lo studio a cui ti sei rivolto risponde per inadempimento contrattuale: la prescrizione è di dieci anni. Il dentista che lavora all’interno della struttura risponde invece per fatto illecito, con prescrizione di cinque anni, salvo che abbia assunto direttamente l’obbligazione con te, come accade spesso nello studio privato scelto dal paziente.
I termini decorrono da quando il danno si manifesta ed è riconoscibile come conseguenza delle cure. Per questo conviene far esaminare la documentazione appena il problema emerge.
Il primo esame della documentazione e il preventivo non hanno costi. Il compenso dello Studio e il costo della consulenza medico-legale sono indicati nel preventivo scritto e concordati prima di cominciare. Una parte del compenso può essere legata al risultato, nei limiti della legge professionale: mai come quota del risarcimento.
Lo dice la valutazione medico-legale. Una complicanza possibile, prevista e correttamente gestita non è un errore; lo sono una tecnica sbagliata, una diagnosi mancata o un’informazione insufficiente sui rischi.
No. Molte posizioni si chiudono con la consulenza tecnica preventiva, in mediazione o con l’assicurazione dello studio. La causa è l’ultima fase.
Sì, ma prima conserva tutta la documentazione e, se possibile, fai fotografare e descrivere la situazione: dopo le nuove cure le prove dell’errore possono sparire.
Dieci anni verso lo studio o la struttura, cinque verso il singolo professionista dipendente, da quando il danno è riconoscibile. Prima ci si muove, più è facile ricostruire i fatti.
Il primo esame del caso e il preventivo non hanno costi: servono a capire se possiamo seguire la pratica, quale attività serve e quanto costa. Non comprendono un parere su chi ha ragione o su cosa fare. Per quello c’è la consulenza: un incontro con l’Avvocato, in studio o online, a pagamento, con il costo comunicato prima.